2 Ottobre 2017, Santi Angeli Custodi. Una ricorrenza importante nella tradizione della Chiesa che ha trovato risonanza anche nell’esperienza e nella riflessione delle famiglie adottive e affidatarie che hanno dedicato agli Angeli un’apposita giornata di studio e confronto: “Gli Angeli nel mistero dell’abbandono: la carne dello spirito”.
Sull’esistenza e sulla funzione degli angeli siamo spesso altalenanti e confusi; talvolta di fronte alla di coltà o incapacità di coglierne l’identità e la funzione ne attestiamo l’inesistenza con ricorso ad una sbrigativa incredulità o alla scorciatoia dello scetticismo, altre volte siamo convinti di poterli scorgere ed incontrare ovunque: certo dobbiamo sfuggire alla tentazione di una loro ingenua, frettolosa o scontata comprensione.
Il Card. Carlo Maria Martini aveva confidato che “sugli angeli ne sappiamo poco; tuttavia essi esistono e la Scrittura ne parla più volte come di esseri celesti e messaggeri di Dio. La realtà degli angeli è anzitutto una realtà di fede e il motivo ultimo della loro esistenza è, come per noi uomini, la bontà di Dio che vuole comunicarsi a esseri capaci di dialogare con lui.”
Dove abbiamo incontrato gli angeli? Come intervengono? Come e cosa annunciano e comunicano? Chi sono, qual è la loro identità e la loro funzione?
Il fascicolo n. 10 della rivista ‘Lemà sabactàni?’ raccoglie i contributi proposti in occasione della VII Giornata di studio e confronto per una spiritualità dell’adozione. L’esplorazione e la rielaborazione biblica e teologica – proposte dai teologi S. Monti, A. Cozzi e M. Chiodi – sono precedute e sollecitate dalle intuizioni e dalle riflessioni offerte da tre genitori adottivi che hanno osato accostare le domande e il tema attraverso un percorso di ricerca e di ripresa critica della propria vita personale e familiare: Marco Griffini (La carne dello spirito), propone il proprio percorso, accostando le questioni relative all’esistenza, all’identità degli angeli e alla loro funzione mentre aggrega e rilegge criticamente convinzioni e tradizioni, sottoponendole alle sollecitazioni e alla prova delle relazioni nate con l’esperienza adottiva rivisitando la spiritualità dell’adozione per cogliere le tracce della loro presenza e attività, svolgendo in modo articolato e compromettendosi in prima persona, il cammino che sugli angeli in molti hanno quanto meno iniziato, spesso solo sospeso e mai concluso.
Giuseppe Salomoni (Certezza di una presenza) ripercorre le stagioni delle proprie relazioni con gli angeli, in particolare il proprio angelo cui è affidato; dalla curiosità adolescenziale, alla convinzione di aver spesso sollecitato l’attività del proprio custode, Salomoni non esita di richiamare i tanti messaggi ricevuti nella propria storia da angeli che col loro apparire hanno indicato possibili strade e possibili orizzonti offerti alla propria libertà, chiamata a discernere e comprendere, anche nell’armonia coniugale, condizioni e situazioni dolorose, talvolta confuse e contraddittorie.
Paola Chiminazzo (Dì che ami tuo marito e tuo figlio … e poi vieni via) condivide l’itinerario familiare vissuto mentre rivolgeva l’attenzione agli angeli, esplicitando cosa l’ha colpita di questi misteriosi fratelli e cosa di loro vorrebbe tanto ancora conoscere. Queste le prime domande che hanno guidato il suo percorso, tra coincidenze e meditazioni capaci di riprendere e rileggere la trama della propria adozione: che ruolo hanno avuto gli angeli nella loro storia familiare? Qual è l’importanza degli angeli nel cammino di spiritualità dell’adozione?
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