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Aleppo vi aspetta. Appello del vescovo Jeanbart ai siriani emigrati in Europa.

IMG_1244Incoraggiate i profughi a tornare in Siria”.

È questo l’accorato appello che il vescovo di Aleppo Monsignor Jean-Clément Jeanbart, riferendosi in particolare ai profughi cristiani, ha rivolto ai paesi occidentali.

“Sono vescovo da 22 anni e 5 anni fa riflettevo per preparare la mia successione e mettere a posto le cose – ha affermato Jeanbart tramite il Sir (Servizio di informazione religiosa). “Poi è arrivata la guerra e mi sono detto: ‘Non è il mio momento, devo fare qualcosa per aiutare il mio popolo’”.

Il vescovo ha inoltre lanciato il programma “Aleppo vi aspetta”, per incentivare i cristiani a tornare nel loro Paese:

Siamo pronti ad aiutare tutti coloro che vogliono, ma non possono. Paghiamo il viaggio e offriamo una casa per 4 anni, li aiutiamo con il lavoro e ospitiamo i figli nelle scuole cattoliche. Se alcune famiglie cominceranno a tornare, potrà cambiare il ciclo e il futuro sarà migliore. Quando la guerra finirà, il lavoro ci sarà e la gente sarà felice di vivere ad Aleppo”.

“Aiutateci a rimanere dove siamo nati”.

IMG_1245Proprio questo è uno dei principali obiettivi della Campagna ‘Non lasciamoli soli – Emergenza Siria‘ sostenuta da Ai.Bi. Amici dei Bambini che in collaborazione con i partner siriani, realizza interventi di prima e seconda emergenza nelle aree di Aleppo, Idlib, Homs e Rural Damasco, dove opera da ormai quattro anni fornendo supporto alimentare e psicologico, oltre a promuovere iniziative di autosostentamento.

Ai.Bi. si schiera in prima linea nella difesa di donne e bambini e tra i progetti futuri vi è quello di costruire il primo ospedale pediatrico al sicuro dalle bombe, per garantire cure mediche ai bambini siriani vittime della guerra.

Se è vero infatti che nel 2017 sono stati quasi 500mila i rifugiati tornati nelle loro case in Siria, c’è da considerare il fatto che c’è ancora molto lavoro da fare perché agli abitanti venga garantita una vita degna di questo nome, in particolare ai più piccoli e deboli.

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