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Il cardinale Dionigi Tettamanzi è morto, ma non ci lascia soli.

IMG_1243Le famiglie de La Pietra Scartata sono in lutto insieme a tutta la Chiesa ambrosiana per la scomparsa del cardinale Dionigi Tettamanzi, morto questa mattina, sabato 5 agosto, a 83 anni a Villa Sacro Cuore di Triuggio, dove risiedeva da quando, nel 2011, aveva lasciato il governo pastorale della Diocesi di Milano.

Nei primi mesi di quest’anno il cardinale Tettamanzi aveva iniziato a manifestare seri problemi di salute, che avevano reso necessario il suo ricovero presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Poi si era ripreso, al punto che il 25 marzo scorso aveva potuto incontrare brevemente in Duomo papa Francesco durante la sua visita nella Diocesi milanese. Dopo un periodo di convalescenza presso l’Istituto Nostra Famiglia di Bosisio Parini, era tornato a Triuggio. Nelle scorse settimane un nuovo peggioramento, con le condizioni di salute che si sono progressivamente aggravate fino al decesso.

Appena appresa la notizia della morte del suo predecessore, il cardinale Angelo Scola, Amministratore apostolico della Diocesi, e mons. Mario Delpini, Arcivescovo eletto, si sono raccolti in preghiera e hanno manifestato il loro cordoglio personale e quello dell’intera comunità ambrosiana.

La dipartita del cardinale Dionigi Tettamanzi rappresenta una grande perdita per la Chiesa milanese e per tutta la Chiesa universale, non solo per i diversi ministeri che egli ha assunto e per il suo servizio come esperto a Papi e alla Santa Sede, ma anche per la sua personalità umile, sorridente, appassionata ai rapporti. Era sempre teso ad incarnare la visione cristiana della vita nella realtà attuale. La sua biografia, ormai ampiamente conosciuta, è testimonianza di tutto questo.

Immensa è la gratitudine delle famiglie dell’Associazione per la sensibilità pastorale del cardinale Tettamanzi che nel 2008 aveva riconosciuto la significativa presenza delle famiglie adottive e affidatarie che si erano costituite in associazione nel dicembre del 2007, sottoponendo il proprio cammino e il proprio servizio alla considerazione e valutazione dell’allora arcivescovo di Milano.

Così ci scriveva il cardinale Tettamanzi, inaugurando in modo ‘ufficiale’ e incoraggiando il servizio ecclesiale de La Pietra Scartata: “La scelta di dare vita alla nuova associazione è presentata come risposta alla ‘necessità di promuovere e sostenere ancor più intensamente il cammino spirituale e comunitario di molte famiglie e di molti operatori coinvolti nelle esperienze dell’adozione o dell’affido o a queste sensibili’ e in questo trova felice corrispondenza l’appello rivolto dai Vescovi italiani il 3/2/08 che ricordavano come ‘l’incontro d’amore tra due genitori e un figlio può avvenire anche mediante l’adozione e l’affidamento’ … . Osservo con favore il desiderio della nuova associazione di qualificarsi come ‘associazione privata di fedeli‘ … . Avendo esaminato il testo della statuto, ritengo che l’Associazione ‘La Pietra Scartata’ sia da considerarsi a tutti gli effetti associazione privata di fedeli secondo quanto previsto dal Codice di diritto canonico“.

Le parole del cardinale Tettamanzi – sempre presente anche negli anni successivi – concludevano positivamente un periodo e contestualmente ne inauguravano un altro, ormai prossimo al primo decennio di attività, che di fatto raccoglieva una ben più ampia ed estesa presenza delle famiglie del movimento Ai.Bi. Amici dei Bambini: con La Pietra Scartata si desiderava raccogliere il cammino spirituale ed esprimere la presenza e la testimonianza delle famiglie adottive e affidatarie di Ai.Bi. al servizio con e nella Chiesa.

Le famiglie de La Pietra Scartata e del movimento Ai.Bi. Amici dei Bambini esprimono il proprio cordoglio insieme al profondo desiderio di ringraziare il Signore per aver donato il cardinale Dionigi Tettamanzi al servizio della Chiesa nel ministero episcopale, durante il quale ha saputo e voluto condividere le preoccupazioni e le speranze delle famiglie adottive e affidatarie, accompagnandole, aiutandole e incoraggiandole: queste sono chiamate a proseguire il proprio servizio lungo le strade che il Signore vorrà loro indicare per annunciare la Sua speranza ed il Suo Vangelo nell’esperienza dell’accoglienza familiare, consapevoli che il cardinale Dionigi continuerà amorevolmente a spronarle e seguirle.

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