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Servi della vita in questo tempo ferito.

assembleaceiAncora una volta è stato il dialogo libero e franco tra Papa Francesco e i Vescovi a qualificare la prima giornata dell’Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana. Riunita nell’Aula del Sinodo della Città del Vaticano dal 22 al 25 maggio 2017, è stata aperta sotto la guida del Cardinale Angelo Bagnasco; nel corso dei lavori ha visto l’elezione di una terna di Vescovi diocesani, da cui il Santo Padre ha nominato il nuovo Presidente nella persona del Card. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve.

I Vescovi delle Chiese in Italia nel comunicato finale della loro 70ª Assemblea generale, ricordano di essere stati chiamati da Francesco ad assumere un “respiro e passo sinodale”, condizioni per rinnovare la pastorale e adeguarla alla missione della Chiesa nel mondo di oggi e, così, essere servi della vita in questo tempo ferito.

affidoDiversi i luoghi e molteplici le esperienze “ferite”: tra queste il senso e l’identità dell’accoglienza familiare adottiva e quella affidataria, mentre è prossimo allo smarrimento il profilo della generazione, della fecondità, della genitorialità … .

Siamo diretti testimoni della necessità di restare, in Italia e nel mondo, servi affidabili della vita a tutela dei bambini abbandonati e delle famiglie affidatarie e adottive, trascurate e vessate dalle istituzioni in una stagione dove l’ambiguità, la distrazione e la strumentalizzazione politica hanno esposto l’identità e la dignità dei figli ai rischi della mercificazione, ridotti ad oggetto di un presunto diritto mentre si sono rincorse ambigue pretese alla genitorialità e discriminate le forme più autentiche dell’accoglienza, tra cui l’adozione, in grado di assicurare ai figli una mamma e un papà.

Il neo Presidente Card. Bassetti ben conosce tali fatiche essendo da sempre attento e sensibile a riconoscere l’onesta rivendicazione distinguendola da potenziali e subdole derive; così nel 2016 si esprimeva infatti in occasione del dibattito parlamentare sul ddl “Cirinnà” in un’intervista rilasciata ai quotidiani Corriere della Sera e Repubblica: “Le unioni civili vanno riconosciute in quanto tali, omosessuali compresi, ma non devono essere equiparate al matrimonio. E per le adozioni ci vogliono un uomo e una donna”. Quasi intuendo quello che sarebbe poi effettivamente accaduto il cardinale Bassetti segnalava che “anche se in modo indiretto la stepchild adoption apre una porta all’utero in affitto”, una “scorciatoia barbara e umiliante per la donna, oltre che gravida di conseguenze per i figli”.

Siamo convinti che la Chiesa in Italia, anche tramite gli organismi della CEI, saprà farsi sempre più e meglio autentica interprete della necessità di restituire speranza e fiducia alla famiglie disponibili ad accogliere un bambino in difficoltà o abbandonato, sensibilizzando e promuovendo l’accoglienza familiare, adottiva e affidataria, annunciando anche così, con trasparenza e parresia, il vangelo della vita.

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