Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

Il Sinodo oltre ciò che raccontano i media: dall’Instrumentum Laboris un chiaro appello a valorizzare l’importanza di una famiglia per ogni bambino abbandonato

lps-diocesiSe si legge il testo dell’Instrumentum Laboris con occhi e cuore liberi dai filtri imposti dalla quasi totalità dei media, non solo si possono trovare moltissimi altri elementi di attenzione per l’esperienza familiare, ben oltre le riduttive prospettive legate al bisogno di taluni giornalisti di avere qualcosa di scandaloso da dire o riferire sul cammino della Chiesa (convivenze, separazioni, gay, divorziati, …), ma anche quella particolare sensibilità verso l’infanzia abbandonata e le stupende esperienze dell’adozione e dell’affido.

La presenza di questa premura al n. 58 della Relatio Synodi, che aveva raccolto quanto maturato dai padri sinodali nel corso della III Assemblea Generale Straordinaria del Sinodo dei Vescovi dell’ottobre 2014, è infatti stata ulteriormente rinforzata.

Il testo che ora raccoglie il compito svolto e teso a «maturare, con vero discernimento spirituale, le idee proposte e trovare soluzioni concrete a tante difficoltà e innumerevoli sfide che le famiglie devono affrontare», risulta rielaborato ed integrato in virtù del processo di riflessione e approfondimento che si è sviluppato nel corso di questi mesi.

Sono infatti pervenute ulteriori considerazioni da diverse parti e varie componenti delle Chiese particolari, organizzazioni, aggregazioni laicali ed altre istanze ecclesiali hanno offerto importanti suggerimenti: tra questi, ad esempio, le Sintesi del Congresso internazionale “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo” a cui abbiamo attivamente partecipato insieme ad altri movimenti, gruppi e associazioni di famiglia e vita, espressione delle diverse componenti della Chiesa mondiale.

Nel IV capitolo dell’attuale Instrumentum Laboris, dedicato al tema “Famiglia, generatività, educazione”, oltre a quanto affermato nella Relatio synodi, troviamo un ulteriore punto appositamente riferito all’adozione e all’affido poiché nel cammino di ulteriore approfondimento, si legge, «molti hanno richiesto di mettere maggiormente in risalto l’importanza» di queste esperienze «per dare una famiglia a tanti bambini abbandonati».

Ecco dunque formulata nel documento una prospettiva, una sollecitazione: l’adozione e l’affido, mostrando un aspetto importante della genitorialità e della figliolanza, devono essere esperienze valorizzate ed approfondite, anche all’interno della teologia del matrimonio e della famiglia.

Un ottimo punto di arrivo del cammino sinodale sino ad ora compiuto, una storica occasione per tutta la Chiesa chiamata a confermare le proprie attenzioni nei confronti dei bambini abbandonati e senza famiglia, dei figli le cui famiglie attraversano periodi di difficoltà, dei coniugi che attraversano la prova della sterilità, degli sposi che si aprono all’accoglienza della vita anche se non da loro generata.

Nutriamo con fiducia la sincera speranza di non ritrovare più taluni o segmenti della Chiesa tra quanti restano distratti, in silenzio, reticenti o titubanti sulla necessità di adoperarsi senza risparmio per assicurare – sempre e ovunque – una mamma e un papà a tutti i bambini abbandonati, il cui destino non può essere risolto nell’ospitale assistenza, anche se amorevolmente gestita: una mamma e un papà non possono essere surrogati o da altri soggetti sostituiti.

Per restituire dignità filiale a chi ne è stato privato e testimoniare coerentemente la propria fede, dicono i padri sinodali, occorre guardare con decisa fiducia all’adozione e all’affido, scelte che esprimono una particolare fecondità dell’esperienza coniugale e autentici segni eloquenti dell’amore familiare.  

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA

Lascia un commento