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Papa Francesco: “La famiglia, unico luogo in cui la dignità di figlio è davvero rispettata”

papa-francescoTrasmettere amore, dedicare loro tempo, accompagnarli anche nel gioco: in una parola, far comprendere ai bambini l’appartenenza a un “focolare”. È ciò che conta di più per i figli secondo Papa Francesco. Questo il senso profondo delle parole che il Pontefice ha pronunciato nel corso di un’intervista davvero speciale: quella rilasciata a “La Carcova News”, il bollettino curato dalla parrocchia del quartiere nell’estrema e poverissima periferia di Buenos Aires, dove il parroco è don José Maria di Paola, figlio spirituale di Papa Bergoglio.

Per il Pontefice, quindi, trasmettere l’appartenenza a un focolare vuol dire dedicare ai propri figli amore, affetto e tempo, “prendendoli per mano, accompagnandoli, giocando con loro”. Ma “ancora più importante è la fede”, un valore che non tutti i bambini condividono: a questo proposito, Papa Francesco si è detto dispiaciuto, per esempio, di incontrare a volte “qualcuno che non sappia fare il segno della croce”. La fede, precisa Bergoglio, è la consapevolezza che “Lui mi ha salvato”. E lo spiega con il suo consueto linguaggio semplice: “Mettiti a cercare tu quei momenti della tua vita dove sei stato male – ha detto -, dove eri perso, dove non ne azzeccavi una, e osserva come Cristo ti ha salvato. Questa è la radice della tua fede”.
Un percorso che potrebbe essere rivolto sia ai figli adottivi, accolti e così salvati dall’abbandono, sia ai loro genitori i quali, chiamati alla fecondità con l’adozione, hanno accolto come propri figli quei doni da altri generati ma per svariate ragioni non più custoditi. Ed è proprio dall’incontro tra genitori e figli che si viene a formare l’unico luogo in cui, nell’appartenenza a un focolare, emerge e viene rispettata la dignità filiale dei bambini: è la famiglia, la sola realtà che restituisce la dignità di figlio a chi l’ha persa.

La famiglia è anche sinonimo di rapporto autentico, di affetto vero. Niente a che vedere con quei “rapporti virtuali” che spesso vivono i giovani. “Il vero pericolo di oggi – avverte il Papa – è che disponiamo di una capacità molto grande di riunire informazioni”, muovendosi “virtualmente in una serie di cose”. In questo modo i ragazzi si trasformano “in giovani-museo”, molto ben informati, ma senza un modo autentico per impiegare le loro conoscenze. Invece, afferma Papa Francesco, “la fecondità, nella vita, non passa per l’accumulazione di informazioni”, ma “vuol dire amare” ovvero accogliere e dedicarsi incondizionatamente.

Fonte: Avvenire

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