Su quel legno si sono aggrappati con tutto il loro gracile e stremato corpo, con la forza residua nei muscoli delle gambe e delle braccia. Su quel legno hanno pianto, sospirato e sperato di avvistare la terra: le coste siciliane, la porta per l’Italia e l’Europa. Su quel legno hanno sognato una nuova vita: una nuova famiglia, una chance per il futuro.
Il legno, uno tra gli elementi più semplici e comuni in natura, si carica così di grandi significati, soprattutto quando diventa materialmente e simbolicamente un mezzo di salvezza. E’ il legno dei barconi dei migranti, quelle zattere dei viaggi della speranza ormeggiate, fino a qualche giorno fa, nel pieno centro urbano di Lampedusa.
Ora su disposizione della direzione regionale delle Dogane, il cosiddetto “cimitero dei barconi” è stato sgomberato. Sono stati demoliti e smaltiti circa 80 natanti in legno sequestrati per i reati di immigrazione clandestina bonificando un’ area di circa 3.500 mq., adiacente al campo sportivo, completamente occupata dai relitti.
Le carcasse dei barconi che, nel tempo, hanno quindi attraversato il Mediterraneo, portando a Lampedusa migliaia di migranti, diventano così un ricordo. Polvere. Non esistono più. Un’azione di bonifica necessaria ma ciò non deve comportare il rischio di dimenticarsi cosa hanno rappresentato: una via di salvezza.
Un “bagaglio simbolico” che sta alla base delle Croci di Lampedusa realizzate per Ai.Bi. dal falegname Franco Tuccio: piccoli oggetti che sono il segno tangibile della risurrezione che nasce dal dolore per aiutare coloro che approdano sulle nostre coste in cerca di una vita migliore. Un piccolo segno, da portare al collo, che vale tanto: un barcone il cui legno, destinato a marcire in un “cimitero delle barche”, serve per ridare speranza. E oggi quasi un pezzo da collezione: alla luce delle operazioni di bonifica e conseguente smaltimento dei barconi.
Ecco perché Amici dei Bambini mette a disposizione sul suo sito Ai.Bi. Shop 32 di questi pezzi: con un piccolo contributo (10 euro comprese le spese di spedizione) si potrà ricevere direttamente a casa un oggetto da portare come segno della risurrezione e inoltre si potrà sostenere il progetto “Bambini in Alto Mare”, garantendo un’accoglienza dignitosa a tanti minori e a tante mamme che giungono in Italia alla ricerca di quella speranza che nel loro Paese era loro negata. La piccola croce di Lampedusa al collo è quindi un modo per “partecipare” al viaggio reale della grande. Tutti uniti nel nome della fede e della risurrezione.
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