Lunedì 8 dicembre (solennità dell’Immacolata concezione della Beata Vergine Maria) Cristina e Claudio Cafarelli (Gruppo famiglie Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
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Il commento di Cristina e Claudio
Proprio sette anni fa, in questo periodo, anche noi ricevemmo una visita, anzi: una telefonata.
Siamo una famiglia affidataria, genitori di due figli biologici che allora avevano 4 e 6 anni. Avevamo riflettuto tanto sull’aprirci anche a questo tipo di accoglienza e avevamo seguito il percorso che ci aveva portato a dare la nostra disponibilità.
Quel giorno, rispondemmo al telefono e ci dissero che c’era una bambina di 6 mesi che avrebbe potuto avere bisogno di essere accolta in una famiglia.
“Aiutoooo!!!”
Non l’abbiamo detto, ma l’abbiamo probabilmente pensato così forte che dall’altra parte della cornetta hanno tenuto a precisare: “Non è ancora sicuro, ma vorremmo ci pensaste: magari ne parlate nel weekend e ci sentiamo lunedì”.
Ne parlammo tanto a casa, solo noi adulti.
Proprio noi?! Tutte le nostre certezze vacillarono.
E proprio questo Vangelo tornava a interpellarci, nel profondo: “… nulla è impossibile a Dio. Allora Maria disse “eccomi…”.
Anche Maria, che tanto aveva pregato, è di fronte alla consapevolezza che “nulla è impossibile a Dio” che “allora” e solo allora, dice il suo “Eccomi” e dà il suo contributo alla storia della nostra salvezza.
Lungi dal sentirci come Maria, anche noi abbiamo detto il nostro “Sì” e continuiamo a rinnovarlo, consapevoli che non stiamo facendo nulla di particolare: prestiamo solo le mani a colui che tutto può.
E lei? Nostra figlia?
Anche lei “sarà grande”. Anzi, lo è già. È bellissima e sa essere dolcissima.
A volte ci esaspera, come gli altri suoi fratelli, ma è nulla in confronto a quello che sta diventando.
E noi? … forse “abbiamo concepito e dato alla luce” un’altra figlia? Forse abbiamo dato anche noi un piccolo contributo al Suo disegno su di lei?
Oppure il nostro contributo è per il Suo disegno su di noi?
E allora: eccomi, eccoci.
Sentiamoci tutti chiamati, come in effetti siamo, e rassicurati: non abbiamo nulla da temere, il Signore è con noi!
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