Domenica 2 novembre (Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti) don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31-46)
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31-46)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».
Il commento di don Massimiliano
Oggi la liturgia domenicale coincide con la solenne Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti, facendo prevalere quest’ultima a motivo della sua indole prettamente “pasquale”. Il ricordo dei nostri cari già trapassati ci chiede, infatti, di essere collocato nella luce della resurrezione più che nell’oscuro mistero della morte e dell’incancellabile dolore della separazione.
La celebre pagina evangelica del Giudizio universale ci proietta in una scena tanto drammatica quanto attuale. Nel giorno della nostra morte saremo chiamati a rispondere di quanto stiamo operando ora, senza tanti distinguo e giustificazioni. Tutto sarà riferito al nostro rapporto con il Signore (“… l’avrete fatto a me”) che si identifica, qui e adesso, con coloro che necessitano della nostra attenzione e del nostro servizio perché sono in ogni modo poveri e bisognosi, materialmente o spiritualmente (la Chiesa, partendo da qui, ha elaborato le celebri opere di misericordia, “corporali” e “spirituali”).
Non c’è tanto da spiegare: Gesù ama tutti concretamente e ci invita a fare altrettanto; nella vita eterna questa sarà la logica determinante, che noi stessi decidiamo qui e ora.
C’è un particolare da notare: la separazione tra “pecore e capri”, cioè tra i “cattivi” meritevoli del supplizio eterno e i “buoni” destinati alla comunione vitale per sempre con Dio, avverrà solo in quel giorno e sarà operata solo dal Re. Ciò significa che dobbiamo mettere da parte tutti i nostri giudizi! Quanta fatica inutile e quante relazioni complicate o rovinate perché noi ci sostituiamo già ora al giudice eterno!
Il ricordo devoto, accorato e pieno di fede dei nostri cari defunti ci porti il guadagno di questa grazia. Loro certamente non stanno ora giudicando chi merita che cosa e chi no, mentre di sicuro intercedono perché noi smettiamo finalmente di farlo.
Anche in famiglia le vicende quotidiane sono troppo spesso inquinate da questa terribile e sottile tentazione di valutare chi può stare alla nostra destra e chi invece deve allontanarsi.
La Celebrazione odierna ci porti tutti, genitori e figli, fratelli e cugini, nonni, suoceri, zii e nipoti, al cospetto del giorno del nostro giudizio.
E per tutti sia misericordia e pace, ora e per sempre!
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