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Il Vangelo dell’Accoglienza. Ridisegnare l’orizzonte di Dio nel cielo quotidiano delle nostre famiglie

Domenica 14 settembre (esaltazione della Santa Croce) don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Il commento di don Massimiliano

Il colloquio di Gesù con Nicodemo avviene di notte. Le parole del Maestro così risplendono ancor più, come fari accesi nei percorsi oscuri che la vita ci impone. La rivelazione della nostra salvezza come instancabile volontà di Dio è esplicita: “Perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna”.
Ogni giorno siamo alle prese con qualcosa che rischia di farci sentire perduti: la salute, le risorse economiche, le sfide famigliari, educative, professionali, la tenuta degli affetti. Dentro tutto ciò lottiamo per le nostre piccole o grandi salvezze, per restare a galla nel mare agitato della vita, delimitato dai nostri orizzonti. Le parole del Signore vogliono proiettarci molto al di là dei nostri angusti confini, benché questi ci appaiano importanti e per noi decisivi. Lui promette vita eterna! E la sua salvezza è per il mondo! Ciò non significa che trascuri i nostri guai individuali. Significa piuttosto che ogni momento della nostra esistenza trova il suo significato se collocato nella prospettiva del suo destino ultimo. Le cose di quaggiù sono frammenti del Cielo che ci è preparato e che ci aspetta; il valore dell’esistenza quotidiana, che ci appare spesso deludente e problematica, è riscattato dalla sua natura trascendentale, quella che Dio ha pensato per noi creandoci e che Gesù Cristo ci ha ridonato con la sua resurrezione, pegno invincibile della nostra.
E tutto ciò è per tutti, per tutto l’universo!
La Festa della Esaltazione della Santa Croce vuole ridisegnare l’orizzonte di Dio nel cielo quotidiano delle nostre famiglie. Il braccio orizzontale dei nostri problemi si innesta con quello verticale della nostra vocazione, le braccia di Cristo sono lì distese per accoglierci e il suo sguardo al Padre ci radica e ci proietta nella nostra salvezza: in Lui e con lui siamo figli di Dio, chiamati per dono a vivere ogni istante terreno con amore infinito e a continuare il cammino di ogni giorno con un respiro eterno.

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