Domenica 20 luglio (XVI domenica del Tempo Ordinario), Cristina e Claudio Cafarelli (Gruppo famiglie Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,38-42)
In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».
Il commento di Cristina e Claudio
In questa pagina di vangelo ci sembra di vedere tutta la nostra vita: com’è e come a volte vorremmo che fosse.
Sin dall’inizio è bello vedere come ciascuno di noi, come Marta, ha un nome per Dio e può scegliere: può scegliere di accogliere Gesù oppure può far finta di niente e andare oltre.
Marta decide di accogliere Gesù. È la stessa cosa che fanno i genitori con i propri figli. È la stessa cosa che abbiamo fatto anche noi con i nostri figli biologici e in affido. È la stessa cosa che fanno altri genitori con dei figli in adozione.
È accoglienza, accoglienza di Gesù, in carne ed ossa.
Anche noi, tutti noi, come Maria, siamo inseriti in un contesto familiare: abbiamo fratelli e sorelle.
Anche noi, come Marta, ci facciamo prendere dal vortice di tutte le cose da fare, tanto che l’immagine più frequente e più utilizzata per descrivere la vita dei genitori di oggi è quella della trottola sempre in giro a portare e prendere i vari figli per le varie attività.
Anche noi, nel pieno dei nostri affanni, possiamo sentirci chiamati da Gesù per nome, per ben due volte! Che bello!
Anche noi, come Maria, possiamo sceglierci la parte migliore, quella che ci permette di ascoltare la voce di Gesù. Quante volte vorremmo avere più tempo per farlo. Il punto è che non si tratta di avere “più tempo”: si tratta solo di scegliere le attività per noi più importanti e lasciarne indietro altre.
L’importante è riuscire a impegnarsi e far sì che quella Parola diventi azione, diventi carità.
Tra l’altro, cosa sarebbe successo se Marta, tutta presa in tante attività, non si fosse accorta che Gesù, in cammino, era entrato nel suo villaggio? E se non lo avesse accolto nella sua casa?
Se dovessi riassumere cosa dice questa pagina di vangelo oggi alla nostra famiglia, direi così: è importante ascoltare la parola di Dio, essere sempre attivi ed esserlo con lo sguardo attento a tutto quello che accade intorno a noi.
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