“Io sono sempre stato ateo. Proprio convinto! Poi, a 40 anni, mi sono messo a pregare… ed è cambiato tutto”
Si è appena concluso il tour nazionale di Aladin – Il Musical, una produzione teatrale che ha incantato il pubblico di ben 43 città italiane. Protagonista sul palco, nel ruolo del Genio, è stato Max Laudadio, che non solo ha guidato il pubblico nel viaggio fiabesco, ma ha portato anche in questo ambito la sua storica collaborazione con Ai.Bi. – Amici dei Bambini, promuovendo, accanto ai tre desideri classici della storia, una ideale “quarto desiderio”: dare a ogni bambino vittima di abbandono una famiglia. Con il sorriso del Genio e la luce nei cuori del pubblico, ogni replica si è trasformata in un’esperienza che lascia il segno, perché, a volte, i miracoli accadono fuori dal palcoscenico, nel cuore di chi sceglie di ascoltare, accogliere e amare.
Le parole di Max Laudadio
E “ascoltare, accogliere e amare” sono tre verbi che si addicono molto bene a Max Laudadio, come confermato da una recente intervista al programma Diamoci una mano della RSI Radiotelevisione svizzera (QUA), in cui lo storico inviato di Striscia la Notizia ha nuovamente dimostrato la sua profondità di uomo, condividendo riflessioni notevoli sulla felicità, la spiritualità e l’importanza del donarsi agli altri.
Durante la trasmissione Max ha anche ribadito la sua vicinanza ad Ai.Bi. Amici dei Bambini: “Una delle organizzazioni che amo e che ho sposato nel corso degli anni. Ma credo che ognuno di noi debba fare il massimo che può per cercare di aiutare gli altri”.
La fede e il dono
Ampio spazio è stato dato anche alla vicende personali di Laudadio con la fede: “Io sono sempre stato ateo – ha raccontato. Proprio convinto! Poi, a 40 anni, mi sono messo a pregare… ed è cambiato tutto. Cerco di raccontare questa fede che è arrivata in maniera inaspettata, non come l’hanno raccontata a noi, che è il motivo per il quale io sono stato tanto lontano dalla Chiesa: perché me l’hanno raccontata in una maniera che non mi piaceva.”
Una casa che accoglie: la famiglia allargata di Max
Anche la vita personale di Lauadio è una testimonianza concreta di accoglienza e apertura. Oltre alla figlia naturale, Bianca, oggi ventunenne, Max e la sua famiglia hanno accolto nel tempo diverse persone in difficoltà. Tra queste, Ina, una ragazza incontrata in ospedale a 14 anni, oggi trentenne, diventata parte della famiglia. Poi Stanley, un giovane nigeriano arrivato in Italia a 25 anni, che oggi ha 36 anni e quattro figli.
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