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Il Vangelo dell’Accoglienza. Tutti abbiamo bisogni di pastori, di qualcuno che si prenda cura di noi

Domenica 11 maggio (IV domenica di Pasqua) Donatella e Stefano Mazzoli (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,27-30)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,27-30)

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola»..

Il commento di Piera e Francesco

In questo testo Gesù si trova a passeggiare nel piazzale del tempio, quando i capi dei giudei si mettono intorno a lui per metterlo alla prova; loro non hanno accolto la sua parola e non lo riconoscono come figlio di Dio, nonostante la testimonianza resa dalle sue opere.
La risposta di Gesù alla provocazione dei giudei ci fa capire cosa significa credere, cosa occorre fare per essere parte delle sue pecore e camminare assieme a lui: è necessario mettersi in ascolto della parola di Gesù con un’apertura di mente e di cuore che ci consenta di vivere in comunione con lui e con il suo gregge, certi che seguendo la sua voce saremo al sicuro e non saremo mai perduti; occorre seguirlo con atti concreti di accoglienza e di attenzione verso gli altri, crescendo nella conoscenza di Dio in un’esperienza di Chiesa vissuta nei rapporti con il nostro prossimo, nelle nostre parrocchie e nelle nostre associazioni.
Tutti abbiamo bisogni di pastori, di qualcuno che si prenda cura di noi, che ci guidi nelle scelte e che ci conduca alla verità.
Il Buon Pastore, come ce lo descrive l’evangelista Giovanni, per noi è il buon maestro, il buon parroco, il buon allenatore e il buon amico che i nostri figli hanno incontrato nel loro cammino.
Queste persone spesso sono state dei punti di riferimento per i nostri figli, capaci di ascoltare, di capire, di consolare e di creare rapporti di fiducia forti; quando si crea il legame di fiducia tra i ragazzi e queste figure di riferimento si ha una forma di sinergia e di collaborazione che va oltre le nostre aspettative.
Se il richiamo del buon Pastore è accogliente, pronto all’ascolto e capace di creare fiducia nei nostri ragazzi, la loro risposta è solerte, piena di entusiasmo e di passione e spesso li porta ad assumersi le responsabilità di persone mature e affidabili

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