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La Passione di Gesù Abbandonato: Sulla croce, Gesù non sta pregando (20)

Gesù è di fronte a una morte inspiegabile rispetto a una vita condotta nella pratica dell’amore di Dio. In tale situazione non c’è, umanamente, spazio per sentimenti di preghiera, di apertura, di dialogo… No, non è una preghiera, Gesù non sta recitando un salmo

Tutta la mia vita, per te, Dio! E tu, dove sei?

Non è quel grido una preghiera: è viceversa il riflesso di un uomo a cui è “crollato il mondo addosso”, nel veloce battere di un ciglio. Sta sperimentando, nel profondo, l’amarezza della “ingiustizia” subita: il suo animo non sembra avere – ora – appigli a cui attaccarsi per non precipitare nel baratro della disperazione.
È la condizione di un uomo angosciato di fronte a una morte inspiegabile rispetto a una vita condotta nella ricerca e nella pratica dell’amore di Dio. In tale situazione non c’è, umanamente, spazio per sentimenti di preghiera, di apertura, di dialogo…
No, non è una preghiera, Gesù non sta recitando un salmo (51)!
Il senso dell’ingiustizia, della non gratitudine ha annichilito, in un attimo, tutto quanto poteva costituire, nel suo animo, fiducia, speranza; sopravvivono viceversa, rancore, risentimento, senso di impotenza, incredulità (sentimenti ben noti a chiunque abbia sofferto un’ingiustizia, anche minima). No, Gesù non è nella condizione di recitare un salmo. La sera precedente, nell’orto del Getsemani, nell’intimità e nella solitudine della notte, avrebbe ben potuto farlo. Preferì viceversa rivolgersi al Padre in termini diretti, mirati, coinvolgenti. Ora, in presenza dello svelarsi di una situazione di abbandono, reale e vero, l’angoscia si tinge di terrore: è urlo (52)!

  • (51) Per un approfondimento su questo tema, vedi in “…ma Dio tace” a p. 252, (seconda edizione) Gesù sulla croce, sta pregando?.
  • (52) «Gridò a gran voce: Marco usa il verbo “boân” e Matteo usa “anaboân”; entrambi si riferiscono a ciò che scaturisce dalla sua bocca come “phonê megàle” (a gran voce), che sarà ripetuto due o tre versetti dopo quando Gesù muore. Lo spettro di boân e anaboân comprende la proclamazione solenne, l’acclamazione o urlo della folla e il disperato grido di aiuto» (cfr. R.E. Brown, op. cit., pp. 1175-1176)»

(20 continua)
Per un approfondimento sulla contemplazione dell’abbandono di Gesù: “… ma Dio tace

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