La Quaresima, che si apre proprio con il mercoledì delle ceneri, è il periodo propizio per riflettere su quanto la propria vita sia vicina al Signore. Preparandosi a rinascere spiritualmente nella Pasqua
Diocesi di Milano a parte, per tutto il mondo cattolico il “mercoledì delle ceneri” è il giorno che segna l’ingresso nella Quaresima, periodo di 40 giorno di preparazione alla Pasqua.
Si tratta di un tempo che, per la Chiesa, potrebbe essere assimilato a quello che nel mondo laico è il mese di gennaio, ovvero un momento dedicato alla riflessione, ai “buoni propositi” e ai cambiamenti che si vorrebbero introdurre nella propria vita.
Chiaramente, la Quaresima è rivestita da una finalità più “alta” di rinnovamento spirituale, che richiede prima di tutto il raccoglimento e un primo esame della propria vita per valutare quando siamo vicini a Dio.
Orientare la propria vita a Dio
Questa impostazione e questa finalità sono presenti fin dal mercoledì delle ceneri, quando una delle opzioni a disposizione del sacerdote nel momento in cui impone le ceneri è quella di utilizzare le parole: “Pentiti e credi al Vangelo”. Un esplicito ammonimento a orientare la propria vita a Dio.
Nel corso di un’udienza generale del 2007, Papa Benedetto XVI collegò esplicitamente questo aspetto spirituale della Quaresima alla preparazione al Battesimo, invitando a riflettere su come ciascuno debba prepararsi a “rinascere” spiritualmente. In questo modo, la Quaresima – disse il Pontefice – è “un’occasione per ‘diventare cristiani di nuovo’, attraverso un continuo processo di cambiamento interiore e di progresso nella conoscenza e nell’amore di Cristo”.
Aprire il cuore al Signore
È proprio seguendo questo concetto che si può meglio capire l’invito della Chiesa ai sacrifici quaresimali: un modo che dovrebbe aiutare l’uomo ad aprire il proprio cuore alla grazia di Dio.
Ma, ancora una volta, compiere un sacrificio “qualunque” ha poco senso: bisogna analizzare la propria vita spirituale e capire dove sia più necessario crescere. Ecco, allora, che, per esempio, anziché decidere di rinunciare a qualcosa potrebbe avere più senso decidere di dedicare più tempo alla preghiera, “sacrificando” al Signore il proprio tempo.
Perché se la Quaresima è un periodo di conversione, questo significa – disse sempre Papa Benedetto XVI: “Non inseguire il proprio successo personale… ma rinunciare a ogni sicurezza umana, seguendo con semplicità e fiducia le orme del Signore, perché Gesù diventi per ciascuno, come amava dire la beata Teresa di Calcutta, ‘il mio Tutto in tutti’”.
Nessuno è escluso dal bisogno di conversione, che ha proprio nella Quaresima il momento perfetto per rinnovare i propri sforzi e poter così “rinascere” nella vita spirituale.
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