Nel primo sabato del mese di dicembre 2024, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura Cristina e Paolo Pellini (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia). Prega insieme a noi, sabato 7 dicembre
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,35-38 – 10,1.6-8)
In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Il commento di Cristina e Paolo
Gesù gira per villaggi e città e fa tre cose molto importanti. Si reca nelle sinagoghe per predicare il Vangelo, annunciando la nuova era per l’umanità da Lui portata e guarendo i malati che incontra.
Il malato per Gesù non è mai solo colui che ha sofferenze fisiche, ma soprattutto colui che ha sofferenza nell’animo come afferma nel Vangelo di Giovanni con la guarigione del paralitico: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio» (Gv. 5,14).
Gesù ha in mente ogni persona, ogni piccolo nella sua interezza. Guarire i malati quindi è prendersi cura della loro salvezza, quella che riguarda il Regno di Dio in terra, la nuova era, e quella che riguarda l’eternità: «Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni».
Incontrando le folle di tutti i tempi, Gesù ne ha compassione. Si commuove perché sono «come pecore che non hanno pastore», «stanche e sfinite». Eppure c’è tanto da fare! Molti sono i malati nel corpo e nello spirito da salvare: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!». Dio è in cerca di collaboratori, non solo preti, suore e frati. Cerca ognuno di noi, ognuno con un mandato specifico, una vocazione perché «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
A noi genitori adottivi e affidatari questa chiamata appare estremamente urgente: troppi bambini soffrono nell’animo e nel corpo le conseguenze del loro abbandono. Troppi bambini non hanno speranza del principale bene in terra per loro che è l’essere figli di una mamma e di un papà. La cura del corpo è quasi facile, ma è la cura dello spirito ciò che può provocare il vero cambiamento. La sola cura del corpo è assistenza, l’impegno ad accogliere è ciò che Gesù chiede a ognuno di noi, spesso rappresentante di una folla stanca e demotivata. Gesù invita a pregare perché ci siano operai, ma occorre pregare perché ci siano operai motivati e consapevoli di essere strumento insostituibile di un progetto più grande: la salvezza.
Con anche gli operatori, i genitori nei confronti dei bambini hanno un mandato speciale, e forse anche poteri speciali se incarnati nella carità, poteri come quelli che hanno ricevuto i discepoli perché Gesù stesso: «Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità».
Dove ci sono situazioni di abbandono e di trascuratezza essi sono chiamati ad intervenire con azioni di aiuto e di cura, di accoglienza, di responsabilità. È questa una chiamata a non voltarsi dall’altra parte di fronte alle situazioni di bisogno dell’infanzia riconoscendo il proprio limite e cercando altri operai con fede e con la preghiera insistente.
Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Santissima
Preghiamo il Signore perché mandi operai, susciti vocazioni all’accoglienza per permettere a ogni bambino di assaporare la salvezza eterna e desiderarla. Amen.
Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta
Ringraziamo Dio per gli operatori che si occupano dei nostri bambini con entusiasmo, competenza e instancabile impegno. Benedici Signore loro e le loro famiglie e dona loro ogni bene presente, qui sulla terra, e futuro. Amen.
Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme
Preghiamo per i decisori che hanno in mano la sorte dei bambini abbandonati e in difficoltà. Dio riempia i loro cuori del suo Spirito Santo perché possano decidere sempre per il bene dei bambini loro affidati. Amen.
Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe
Ringraziamo Dio per le famiglie che hanno accolto un bambino. Grazie per questa gratuita generosità che tu hai suscitato. Ti preghiamo di sostenerle con il tuo Spirito nel difficile compito che hanno scelto di assumersi, perché non cadano mai nella stanca sfiducia. Amen.
Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel Tempio
Preghiamo il Signore perché sostenga ogni bambino, ragazzo e adulto nella fatica di comprendere per sopportare la propria dolorosa storia. Che sentano sempre la consolazione tua e della propria famiglia. Amen.
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