Spesso si pensa che chi è morto suicida non abbia diritto al rito funebre, ma per quanto il Catechismo affermi la gravità di tale gesto, possono essere molteplici le cause che portano una persona a togliersi la vita, tra queste anche gravi disturbi psichici
Gentile redazione,
vi contatto perché ho saputo che le persone che si suicidano non hanno diritto al rito funebre. Come mai per queste anime non si prega prima di seppellirle? Per quanto possa essere in contrasto con il concetto di vita come “dono del Signore”, non si dovrebbe avere pietà di chiunque e astenersi dal giudizio perché tutti figli di Dio?
Vi ringrazio dell’attenzione,
Giulia
Cara Giulia,
togliersi la vita è negare un dono che Dio ci ha fatto nel tempo o, meglio, è non riconoscere più la vita come un dono del Signore. Fortunatamente, però, non è vero che non si possono celebrare riti funebri per chi è morto suicida.
Per quanto lo stesso Catechismo affermi la gravità del suicidio, è sensibile alle cause che possono portare a suicidarsi quando dice che “gravi disturbi psichici, l’angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida”.
Secondo quanto riportato anche sul sito “Famiglia Cristiana”, il Catechismo della Chiesa Cattolica dice che “non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l’occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita”.
Quindi, il funerale si celebra anche in caso di suicidio. La Chiesa lascia solo a Dio il giudizio ultimo e definitivo sulla persona e la affida alla sua misericordia anche con la Messa di esequie, supponendo che chi arriva a compiere tale gesto manchi della coscienza di un peccato mortale: la persona defunta non era, quindi, pienamente cosciente di ciò che stava per compiere e non intendeva compiere un atto di odio nei confronti della vita in quanto dono del Signore.
Se dovessi avere ulteriori dubbi o per qualsiasi altra informazione non esitare a scriverci.
La redazione “La Pietra Scartata”
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