Una lettrice si interroga sulla correlazione fra l’ansietà che condiziona la sua vita e la fede. La risposta di Don Massimiliano Sabbadini, Assistente Spirituale de La Pietra Scartata

La vita di un cristiano non è esente da difficoltà, sofferenze, paure e angosce.
Queste sono esperienze comuni a tutti gli esseri umani, che non possono essere evitate con la fede. La fede, però, ci offre una certezza: Dio è con noi, sempre, anche nelle situazioni più buie e dolorose.
“Buongiorno,
adempio a tutti i miei obblighi di cristiana. Vado a Messa ogni giorno, prego il santo Rosario, aiuto chi posso, ma anche così mi succedono cose brutte. Ho alcuni problemi che non so come risolverò.
Presumibilmente dovrei vivere in pace e calma, invece vivo con l’ansia che mi condiziona la vita”.
Cara “cristiana adempiente”,
dove ha maturato la convinzione che la fede debba funzionare come una sorta di prevenzione o assicurazione per le “cose brutte”?
Se così fosse il primo a essere “ingannato” sarebbe stato proprio Gesù che di avversità, ingiustizie, patimenti, tradimenti, torture, ecc. ne ha subite tante, fino alla criminale e ingiuriosa condanna a morte.
E dei rischi di seguirlo aveva avvertito più e più volte i suoi discepoli. Essi hanno capito tutto solo dopo la sua resurrezione, illuminati dallo Spirito Santo che li ha guidati a seguirlo poi in tutto ciò che aveva detto loro, a imitarlo nei suoi esempi e a consegnarsi a lui con fiducia anche nelle difficoltà della vita e persino nel dolore e nella morte. Noi cristiani di oggi siamo come quei discepoli, conosciamo il Signore Risorto attraverso le Scritture, la Tradizione e la predicazione, crediamo che è vivo in mezzo a noi con il suo Spirito di vita, con la sua parola, gli esempi e i segni efficaci del suo amore, i Sacramenti, con i quali ci accompagna e ci sostiene nel cammino che viviamo come individui e come fratelli nella comune famiglia che è la Chiesa.
Il Vangelo di Gesù Cristo è la Buona Notizia che Dio è con noi, sempre, che non ci lascerà mai, qualsiasi cosa accada, persino nella morte, quando lo Spirito Santo del Risorto ci accompagnerà nella vita eterna. Tutto ciò non ci porta a vivere su “un altro pianeta” e dunque affrontiamo problemi e sofferenze e sperimentiamo paure e angosce come ogni persona sulla faccia della terra.
La Messa, le preghiere, la carità e tutte le “pratiche” della vita cristiana sono strumenti che ci aiutano ad attraversare l’esistenza con tutte le complicazioni che hanno tutti, non sono portenti per farle scomparire.
Camminiamo, come tutti, con tutti solidali nel bene e nel male e nel desiderio di vita, di amore e di tranquillità.
A darci pace nei nostri passi incerti e vacillanti è una promessa e la ferma fiducia in Chi ce la ripete sempre: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).
don Massimiliano Sabbadini
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