Nel primo sabato del mese di novembre 2026, si rinnova la preghiera del Santo Rosario dedicata ai bambini abbandonati di tutto il mondo e alle famiglie adottive e affidatarie. Commento e preghiere a cura di Paola e Mauro Gozzini (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia)
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,9-15)
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Il commento di Paola e Mauro
Chiamati alla santità
Essere santi è l’augurio più bello che, come cristiani, possiamo rivolgerci ogni giorno gli uni agli altri.
Eppure, la santità ci appare spesso come una meta difficile e distante, quasi riservata a persone straordinarie o a chi riesce a mostrarsi impeccabile agli occhi degli uomini, come pensavano i farisei del tempo di Gesù.
Il Signore, invece, rassicura i suoi discepoli e ciascuno di noi ricordandoci che «chi è fedele nel poco è fedele anche nel molto». Con queste parole ci invita a scoprire che la santità non si costruisce attraverso gesti straordinari, ma nell’amore e nella fedeltà con cui viviamo le piccole cose di ogni giorno. Ci chiama ad affidarci a Lui con la fiducia semplice e totale di un bambino tra le braccia della propria madre.
Un dono speciale
Come famiglie adottive e affidatarie, abbiamo ricevuto il dono speciale di incontrare Gesù nel volto dei bambini abbandonati e attraverso questa esperienza abbiamo compreso più profondamente cosa significhi essere figli: accogliere l’amore di un padre e di una madre, lasciarsi custodire e sostenere, per poi diventare capaci di donare agli altri l’amore ricevuto.
La santità, dunque, non richiede imprese eroiche. Nasce anzitutto dal lasciarsi amare da Dio e dal rendere visibile il suo amore attraverso la semplicità dei gesti quotidiani, nell’incontro con i fratelli e le sorelle che il Signore pone sul nostro cammino.
Preghiamo
Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine.
Preghiamo per tutti i genitori e gli educatori, perché sappiano amare, ascoltare e consigliare i bambini, i ragazzi e i giovani aiutandoli a scoprire la bellezza della vita e il valore dei piccoli gesti quotidiani, senza lasciarsi sedurre dai messaggi di violenza, egoismo e indifferenza sempre più diffusi.
Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta.
Preghiamo per tutti i bambini e le famiglie che vivono nei territori devastati dalle guerre, perché non perdano la speranza e possano sperimentare la vicinanza concreta di quanti pregano, operano e si impegnano ogni giorno per la costruzione della pace.
Nel terzo mistero gaudioso ricordiamo la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Preghiamo per tutti i bambini che sono in attesa dell’abbraccio di una mamma e di un papà, perché mantengano viva la speranza e possano tornare presto ad essere figli.
Nel quarto mistero gaudioso ricordiamo Gesù che viene presentato al Tempio da Maria e Giuseppe.
Preghiamo per tutte le famiglie che sono in attesa perché possano presto incontrare ed abbracciare i propri figli o i bambini che accoglieranno in affido.
Nel quinto mistero gaudioso ricordiamo il ritrovamento di Gesù nel Tempio.
Preghiamo per tutte le giovani coppie che desiderano accostarsi all’adozione o all’affido perché non si lascino scoraggiare dalla burocrazia e dalle difficoltà, ma trovino la forza e la perseveranza necessarie per accogliere il grande dono che è stato fatto loro di poter accogliere i bambini che stanno solo aspettando di rinascere figli.
Paola e Mauro Gozzini
(I coniugi Gozzini sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Milano, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)
(L’immagine proposta a corredo del testo è stata generata con l’intelligenza artificiale)
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