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Il Vangelo dell’Accoglienza. Mettere la vita nelle mani del Signore Gesù

Domenica 16 agosto – XX domenica del Tempo Ordinario – Piera e Francesco Ferruccio (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, Regione Abruzzo) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,21-28)

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

Il commento di Piera e Francesco

Un dono non può essere preteso

Non possiamo negare che il lungo travaglio che stiamo vivendo nella nostra vita familiare stia influenzando anche la nostra fede. Ci sentiamo naufraghi in un mare tempestoso senza alcuna traccia di una boa a cui appoggiarci o anche una Luce che possa guidarci nel buio della notte.
Questo Vangelo, però, ci sta facendo profondamente riflettere. Infatti, Matteo in questo passo ci presenta un esempio di grande fede: una donna implora Gesù di guarire sua figlia tormentata dal demonio. Il Signore, però, sembra non voler ascoltare il grido di questa donna o meglio “non le rivolse neppure una parola“. Questa madre non ci pensa minimamente ad arrendersi, ha una forza interiore grandissima che le permette di superare ogni ostacolo, quella forza tipica delle madri che sono disposti a tutto pur di proteggere i propri figli, la propria famiglia.
In altre parole, questa donna ha una grande Fede che la contraddistingue, ha fiducia in Dio che non può non esaudire la sua richiesta.

Abbandonare pretese e arroganza

Questa madre è consapevole di non avere alcun diritto, si sente indegna dell’amore di Dio, non pretende niente per lei, si accontenta delle briciole perché il dono del pane è per i suoi figli e un dono non lo si può pretendere.
Noi non possiamo pretendere che Dio ascolti le nostre urla, ma dobbiamo avere fede in Lui. Il nostro errore è, forse, di pretendere che Dio ci ascolti, ma in questo modo diventiamo solo arroganti.
Dovremmo metterci davanti a lui spogliandoci dei nostri vestiti e di tutto ciò che ci impedisce di avere una sincera relazione con Lui, senza grandi parole e troppe pretese, ma mettendo la nostra vita nelle sue mani e sarà solo allora che la Grazia accadrà per noi e per i nostri figli.

Aprire gli occhi, udire la voce di Dio e vedere la sua Grazia

Basterà aprire il nostro cuore per udire quella Voce, aprire i nostri occhi per vedere quella Luce e continuare quel cammino che è la nostra vita insieme ai nostri figli.
Sicuramente, continueremo a cadere, ma la luce di Dio permetterà alle nostre mani di congiungersi e camminare insieme aiutando chi di noi inciampa a rialzarsi; senza fretta, con i nostri tempi, ma la strada, se noi vogliamo, rimarrà illuminata.
E questa è la Grazia di Dio.

Piera e Francesco Ferruccio
(I coniugi Ferruccio sono membri della comunità La Pietra Scartata dell’Arcidiocesi di Lanciano-Ortona, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)

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