Domenica 19 luglio (XVI domenica del Tempo Ordinario) Grazia e Massimo Ranuzzi (Comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Viterbo, Regione Lazio) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,24-30)
In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponètelo nel mio granaio”».
Il commento di Grazia e Massimo
La zizzania non proviene da Dio
La sterilità non è una maledizione
Gesù ci racconta questa parabola per consentirci di far pace con l’idea che il bene e il male nella nostra vita sono sempre mescolati, ed è vero: nella nostra esperienza, per anni abbiamo creduto che la nostra sterilità fosse una maledizione di Dio, perché sentivamo la mancanza, la privazione di un bene che doveva esserci “per natura”.
Dopo anni di lotta (di lunga attesa), quando finalmente abbiamo incontrato i nostri figli, solo allora abbiamo capito che la sterilità non era una maledizione, ma una grazia, la grazia della sterilità feconda. Ancora oggi continuiamo a dire che se non ci fosse stata la sterilità non saremmo diventati genitori felici come lo siamo sempre stati. Diciamo anche che se ci fosse data l’opportunità di tornare indietro nel tempo, sceglieremmo sicuramente l’adozione per realizzare la nostra maternità e paternità.
Se Dio è paziente, così anche noi
I servi vorrebbero ripulire subito il campo, davanti al male. È quello che vorremmo far noi quando pensiamo al male dei nostri bambini ancora abbandonati. La nostra tentazione è di volerlo estirpare subito, a causa di giudizi affrettati, ma il padrone (Dio) lo impedisce per proteggere il grano buono. Dio non è ingenuo riguardo al male, ma è paziente. Egli offre a tutti il tempo per pentirsi e cambiare vita. Noi cristiani dovremmo concentrarci sul proteggere il grano buono piuttosto che focalizzarci ossessivamente sulle erbacce.
Grazia e Massimo
(I coniugi Ranuzzi sono membri della comunità La Pietra Scartata della Diocesi di Viterbo, un’associazione privata di fedeli costituita nel 2007 da famiglie adottive e affidatarie che, durante la loro esperienza di accoglienza, si sono sentite chiamate a rendere testimonianza dell’amore di Dio Padre ai bambini abbandonati o in difficoltà familiare, annunciando loro la speranza di Gesù bambino abbandonato e risorto)
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