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Il Vangelo dell’Accoglienza. Il nostro “sì” è nell’accoglienza adottiva

Mercoledì 25 marzo (solennità dell’annunciazione del Signore) Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Il commento di Cristina e Fernando

In questo brano del Vangelo di Luca ci sono diversi punti sui quali riflettere.

Il primo, il saluto dell’Angelo: è un saluto di gioia messianica perché Dio sta intervenendo per portare la salvezza.

Il secondo, la scelta di Maria: Maria è piena dell’amore divino è Colei che accoglie la Parola.

Il terzo, la rassicurazione dell’Angelo “non temere”: nella Bibbia spesso l’incontro con ciò che è divino genera timore, per questo l’Angelo la conforta.

Il quarto, Maria chiede spiegazioni “come avverrà questo”: Maria vuole comprendere il piano di Dio. La Risposta è nello Spirito Santo, Forza infinita di Dio.

Il quinto punto, “eccomi, sono la serva del Signore”: questo è il suo “Sì”, con il quale compie l’atto di fede.

Con il suo “Sì” Maria cancella la disubbidienza di Eva; tuttavia, Dio va oltre, Lui non vuole Maria come una serva qualunque, ma fa di Lei una Madre, la Madre di Dio.

Ogni volta che abbandoniamo le nostre paure e ci fidiamo di Dio, anche noi diciamo “Sì”.

Il nostro “Sì” lo abbiamo realizzato accogliendo un “bambino abbandonato”: in quel momento abbiamo accolto la Parola di Dio, ci siamo fidati della sua fedeltà, siamo riusciti a superare difficoltà e paure perché abbiamo fatto vivere in noi l’amore di Dio.

Dio ci ha resi liberi donandoci il dono della genitorialità adottiva; divenuti per questa via genitori, abbiamo seguito Maria, la nuova Eva, che ci ha insegnato l’obbedienza e l’Amore che accoglie, protegge e guida ogni giorno superando ostacoli e traversie.

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