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Il Vangelo della Accoglienza. Quanto sarebbe bello che anche l’accoglienza di un figlio non proprio potesse essere solo un sì come per Maria!

Martedì 25 marzo (solennità dell’Annunciazione del Signore) Cristina e Paolo Pellini (comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Milano, Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

 

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Il commento di Cristina e Paolo

Questo brano dell’annuncio a Maria, da parte dell’angelo mandato dal Signore, dell’inizio misterioso della sua gravidanza, si legge, nella Festa dell’Annunciazione. In questo giorno si festeggiano tutti i concepiti. Per questo ricordiamo oggi in particolare tutti i bambini concepiti in particolare a quelli a cui poi è stata negata la vita. Maria, donna di profonda e pura fede, dopo l’annuncio dell’angelo che le spiega qual è il progetto del Signore, risponde: “Ecco la serva del Signore, sia fatta la volontà del Signore”. È un sì che nasce dalla profonda fiducia di essere nelle mani di chi tutto può perché nulla è impossibile a Dio. È il sì che ha cambiato la storia del mondo e che dopo più di 2000 anni ci stupisce, ci fa da modello… spesso irraggiungibile. I nostri sì sono sempre condizionati: diventerò madre o padre quando sarà il momento giusto, diventerò madre o padre di un bambino sano, diventerò madre o padre anche senza un compagno o compagna.
Si stravolge così il senso dell’accoglienza: il protagonista è l’io, l’oggetto il bambino.
Ogni genitore quando accoglie la vita di un figlio pronuncia comunque quel sì. Spesso però nella genitorialità biologica non si coglie l’importanza, la gioia e la speranza che quel sì implica. In fondo è naturale diventare genitori, tutti ne sono contenti e si ricevono complimenti. A volte si banalizza la responsabilità che implica quell’accettare di farsi carico della cura di un figlio. A volte talmente tanto si sottovaluta l’eccezionale evento che comunque quel figlio, benché nato, non viene accolto.
Quando però non si riesce a essere genitori biologicamente quel sì assume un peso particolare: assistenti sociali, tribunali ne sanciscono l’importanza. Anche qui, a volte lo fanno con troppa imponenza.
Quanto sarebbe bello che anche l’accoglienza di un figlio non proprio potesse essere solo un sì come per Maria! Ma forse questo sarebbe egoistico, il bene principale è quello del bambino e quindi sono importanti anche le verifiche sulla consapevolezza e disponibilità.
Si può comunque sperare e pregare che ogni sì sia puro e profondo come la fede di Maria, che sia la culla nella quale accogliere un nuovo figlio. E, a partire da questo, ogni genitore si apra con consapevolezza alla meravigliosa e faticosa avventura del contribuire alla realizzazione di un progetto di Dio.
Il sì di Maria ha cambiato il mondo nel figlio Gesù; ogni sì alla vita può cambiare un angolo di mondo in meglio. Sicuramente quello di chi quella vita la accoglie.
Ti ringraziamo o Dio Padre, Figlio e Spirito, perché ancora oggi continui ad annunciare la tua venuta in ogni vita accolta. Non stancarti di inviare i tuoi angeli che suggeriscono l’accoglienza ai cuori fertili anche dei possibili genitori adottivi e affidatari.
Ti preghiamo, Spirito Santo, di rendere forti i cuori di questi genitori affinché sappiano affrontare le sfide dell’accoglienza. Entra nei loro cuori rendendoli generosi e creativi. Amen.

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