Domenica 5 gennaio (seconda domenica dopo Natale), Donatella e Stefano Mazzoli (comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Bologna, Regione Emilia Romagna) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-14)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-5.9-14)
“In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.”
Il commento di Donatella e Stefano
Il vangelo di Giovanni inizia con una frase molto significativa che introduce la rivelazione di Dio attraverso Gesù: “In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio”.
In quel giorno la parola si è fatta uomo, è il mistero dell’incarnazione. Dio si è fatto piccolo per illuminare la nostra vita, Gesù è nato per salvarci; questo significa che ciascuno di noi, seguendo la parola di Gesù, può arrivare al Padre; è però necessario che accogliamo quel bambino nato nella mangiatoia che ci invita a camminare con lui e a seguire la sua luce.
Dio si è fatto uomo per noi e ora siamo davanti a una scelta: possiamo seguirlo o girarci dall’altra parte, possiamo riconoscerlo nella sua semplicità e fragilità di bimbo, o fare finta di non vederlo e considerare che il Natale sia solo una festa e non l’evento storico della nascita di Gesù che viene a salvarci.
La possibilità di accogliere bambini abbandonati
Gesù facendosi uomo vuole condurci al Padre e con la sua luce vuole allontanarci dalle tenebre del male, ma per diventare figli di Dio dobbiamo aprirgli il nostro cuore e fargli spazio dentro di noi.
Questo brano ci fa pensare ai nostri figli, venuti al mondo senza poter essere accolti da una mamma e da un papà. Coloro che li hanno generati non sono riusciti a custodirli e proteggerli, ma una luce ha scelto per loro un rifugio attraverso un istituto o una casa famiglia che li ha assistiti e custoditi fino all’arrivo di una nuova famiglia.
La volontà della famiglia biologica di far nascere comunque il bambino, nonostante le difficoltà, ha regalato a noi, famiglie adottive, la possibilità di accogliere questi bambini e la gioia della genitorialità. Di questo noi dobbiamo essere grati.
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