Domenica 1 dicembre (prima domenica di Avvento) Grazia e Massimo Ranuzzi (comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Viterbo, Regione Lazio) commentano il passo del Vangelo secondo Luca (Lc 21,25-28.34-36)

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,25-28.34-36)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Il commento di Grazia e Massimo
Oggi inizia l’Avvento, il tempo liturgico che ci prepara al Natale. In questo brano è come se Gesù domandasse a ciascuno di noi: ma tu, stai dalla parte di coloro che “moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra” (Lc 21,26) o dalla parte di quelli che hanno la forza di stare in piedi “davanti al Figlio dell’uomo” (Lc 21,36)?
Da una parte, quindi, quelli che vivono nella paura perché non sanno cosa accade, non sono capaci di decifrare gli eventi, spesso drammatici, della storia e non sanno a chi affidare le loro fragili speranze. E, dall’altra, quelli che vivono alla presenza di Dio e sanno riconoscere i segni del Suo amore, anche nelle tempeste improvvise e impreviste che la vita riserva.
Da una parte quelli sono condannati a vivere nella paura dinanzi al male che incombe; dall’altra, quelli che non si lasciano turbare, al contrario affrontano il male con la fragile forza della fede.
Stare in piedi è il verbo della resurrezione, è segno che siamo passati dalla morte alla vita, dalla paura che tutto sia finito alla speranza che tutto può davvero ricominciare.
Gesù ci invita a risvegliare l’attesa del suo ritorno glorioso – quando alla fine dei tempi tornerà -, preparandoci all’incontro finale con Lui con scelte coerenti e coraggiose. Ci invita a un impegno di vigilanza guardando fuori da noi stessi, allargando la mente e il cuore per aprirci alle necessità della gente, dei fratelli, al desiderio di un mondo nuovo. È il desiderio di tanti popoli martoriati dalla fame, dall’ingiustizia, dalla guerra; è il desiderio dei poveri, dei deboli e, in particolare, dei “tanti bambini abbandonati” che ancora oggi gridano il loro desiderio di ritornare a essere figli amati.
Sapremo, allora, durante questo tempo di avvento accogliere Gesù per aprire il nostro cuore e rispondere ai desideri degli altri?
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.






