Domenica 24 novembre (solennità di nostro Signore Gesù Cristo re dell’universo) Cristina e Paolo Pellini (comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Milano, Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 18,33b-37)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 18,33b-37)
In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Il commento di Cristina e Paolo
Siamo nel momento drammatico del processo a Gesù. Ponzio Pilato, procuratore romano a Gerusalemme, ha il compito di interrogare questo povero “profeta fallito” proveniente dalla Galilea. Quello che gli preme è di capire se Gesù ha pretese politiche sul popolo di Israele, cioè se si sia autoproclamato “re dei Giudei”. Teme forse delle rivolte al potere costituito nel nome di questo nazareno. Gesù risponde proclamando la sua regalità. Sì, Lui è re. Cerca di fare capire a Pilato che la sua regalità è spirituale, non politica. Pilato sembra non capire. Probabilmente gli mancano gli strumenti per capire le strane parole di questo strano uomo. Allora, Gesù proclama ancora una volta la sua regalità ed esprime il senso della sua venuta. È venuto nel mondo per “dare testimonianza alla verità”. Lui è venuto per stabilire, una volta per tutte, il contatto diretto tra gli uomini e Dio Padre, Suo Padre, che è anche nostro Padre. Suo Padre è la verità. Lui, suo Padre e lo Spirito che è in loro, sono una cosa sola. Chiunque è nato dalla verità, cioè è abitato dallo Spirito Santo, ascolta la voce di Gesù. Lo Spirito Santo, che è in noi, si nutre delle parole che escono dalla bocca di Gesù.
Gesù è il vero re, quindi. È il re dei cuori.
Spesso chi lavora o opera come volontario nelle associazioni accoglienti si trova a incontrare dei “re di questo mondo”. Sono persone che hanno grande potere sui bambini abbandonati e in difficoltà, ma non sempre agiscono veramente in loro favore. A volte sono dei “falsi re”, quindi, che non danno testimonianza alla verità. Da qui nascono conflitti, abbandoni, ingiustizie di cui i deboli sono le vittime preferite.
Chi non può difendersi, infatti, da tutto ciò? Un bambino… e ancor di più un bambino solo.
Ma ogni battezzato è re, profeta e sacerdote. Ogni battezzato è tenuto a testimoniare il vero.
Troppe volte l’opinione dei vari Ponzio Pilato è più importante del vero indicato dallo Spirito: soldi, fama, potere sono golosità che affascinano. Basterebbe riuscire a guardare negli occhi un piccolo senza il filtro del desiderio personale, per scoprire dove sta il Regno. È, quindi, una scelta: fermarsi e semplicemente ascoltare la Sua voce nella voce dei più piccoli.
Ci vuole coraggio, ci vuole un cuore libero, ci vuole fede: seguendo questa strada, potremmo trovarci di fronte a Pilato che ci chiede a quale re vogliamo essere fedeli.
Gesù, tu che sei il vero re, ti supplichiamo, tocca il cuore di tutti gli uomini affinché sappiano prendere decisioni per il vero bene dei minori nella verità.
Spirito Santo, ti imploriamo, invadi i cuori di tutti perché sappiamo vivere in pace sempre e sempre mobilitarci in favore dell’infanzia in difficoltà con la consapevolezza che siamo tutti responsabile di questi bambini. Amen.
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