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La rivoluzione di Gesù: le Beatitudini

Venerdì 1 novembre 2024 (solennità di tutti i Santi). Don Massimiliano Sabbadini (Consigliere spirituale de La Pietra Scartata) commenta il passo del Vangelo secondo Luca (Mt 5,1-12a)

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Il commento di don Massimiliano

Gesù proclama le Beatitudini all’inizio della sua predicazione pubblica, poco dopo aver chiamato i primi discepoli e avendo già guadagnato molta notorietà grazie soprattutto alle guarigioni che operava ovunque. Ai nostri tempi la situazione somiglierebbe forse a quella di un leader di successo che inizia a presentare il suo programma di governo volto a raccogliere molti consensi. Nella storia non è mancata l’interpretazione socio-politico-rivoluzionaria di questo brano.
Il Maestro ci propone sì una rivoluzione, ma si tratta di quella che parte dalla nostra coscienza che si cambia e si plasma nella verità solo sul modello di Cristo. Il Signore non disegna un’utopia, sta invece raccontando di sé, mettendo allo scoperto la filigrana della sua biografia: è lui, il Figlio di Dio, che è povero in spirito, in pianto per l’umanità, mite, affamato e assetato di compiere la volontà del Padre celeste, misericordioso, puro di cuore, operatore di pace, perseguitato e rinnegato per la sua giustizia e verità sull’uomo e su Dio. E il suo proclama, lungi dall’essere autocentrato, è tutto rivolto a noi, alla nostra possibilità di seguirlo: “Beati voi quando…”.
Ciascuno di noi è invitato a ripercorrere nella sua esperienza la trama delle Beatitudini, cioè a imitare concretamente la vita di Gesù, riconoscendo, anzi desiderando, che il nostro destino sia il suo stesso: “per causa mia”!
Nella vita personale come in quella famigliare e sociale, negli impegni e nel tempo libero, nelle difficoltà come nelle soddisfazioni, nei rapporti tra coniugi, tra genitori e figli, tra fratelli, amici e nemici, nella buona e nella cattiva sorte… scopriamo il volto di Cristo e sentiamo la sua voce che ci ricorda “… per causa mia”!
Allora possiamo “rallegrarci ed esultare”, perché essere con lui e per lui è già la nostra più grande ricompensa. E “beati” può forse essere il titolo che condivideremo un giorno con Tutti i Santi in Paradiso, ma è già solidamente ora il programma operoso, rischioso e lieto, delle nostre giornate.
Buon Onomastico a tutti!

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