Domenica 25 agosto (XXI domenica del Tempo Ordinario). Piera e Francesco Ferruccio (Gruppo famiglie, regione Abruzzo) commentano il passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,60-69)
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,60-69)
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Il commento di Piera e Francesco
In questo passo del Vangelo vediamo come le folle davanti alle affermazioni di Gesù si sono chiuse, incapaci di comprendere il significato di ciò che Gesù voleva dire. Un po’ come capita a noi nella vita di tutti i giorni quando realizziamo che qualcosa che vogliamo fare è troppo faticoso e allora è meglio rinunciare. D’altra parte, Gesù non vuole forzature. Vuole che siamo noi a decidere chi seguire, in totale libertà.
Per fare questo, però, dobbiamo sciogliere le nostre durezze, aprire il cuore e solo allora potremmo dire esattamente come Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna!”
Ma quanto è difficile questa risposta. Molto meglio mollare, allora.
Quante volte nel corso della nostra vita avremmo voluto mollare. Lo zaino dei nostri figli è pesante, forse pesante quanto la croce che Gesù ha avuto sulle spalle. E, allora, cosa possiamo fare davanti alle urla di abbandono dei nostri figli? Far finta di niente? Fuggire? Oppure, semplicemente, aprire il nostro cuore alla Parola e lasciarci sedurre da essa? Solo allora potremo dire: “solo tu hai parola di vita eterna, io credo in Te, mi affido a Te perché Tu sei mia forza e mi sorreggi anche nel buio delle tenebre”.
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