Domenica 4 febbraio (V domenica del tempo ordinario). Cristina e Paolo Pellini (comunità La Pietra Scartata, Diocesi di Milano, Regione Lombardia) commentano il passo del Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39)
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Il commento di Cristina e Paolo
Siamo all’inizio del vangelo di Marco. Nel brano precedente l’Evangelista ci ha presentato Gesù che, di sabato, nella sinagoga di Cafarnao, effettua un esorcismo di un indemoniato. Gesù “trasgredisce” il riposo del sabato, che era diventato assurdamente rigido per gli Ebrei. Non c’è giorno in cui non si possa e si debba fare del bene. La scelta anche di impegnarsi per il bene di altri non può dipendere dal momento, è uno stile di vita che si abbraccia come si abbraccia un figlio arrivato da lontano.
A casa di Pietro e di Andrea Gesù prosegue la sua opera in una dimensione domestica: la mamma della moglie di Pietro è febbricitante, può morire. Gesù la guarisce e la donna si mette al servizio dell’ospitalità.
Dalla sinagoga alla casa, alla chiesa domestica, Gesù guarisce nello stesso modo liberando dal peccato e dal dolore.
La famiglia (Pietro, la moglie e la suocera) è l’ambito dell’accoglienza di Gesù, della sua predicazione, delle sue opere di guarigione e del futuro crocefisso.
La suocera di Pietro, toccata da Gesù, si mette a servire lui e tutte le persone che sono nella casa: curata si prende cura di altri immediatamente consapevole del dono ricevuto. Una consapevolezza che spesso anche nelle persone più dedite agli altri, è offuscata dall’idea che tutto dipenda da se stessi. La vera accoglienza invece ha la sua forza nel sentirsi accolti in un circolo virtuoso che produce bene. Ma forse questa consapevolezza è un di più perché Cristo continua nella sua opera di guarigione a prescindere da noi.
La fama di Gesù si diffonde rapidamente per tutta la città di Cafarnao e, al termine del sabato (dopo il tramonto) il popolo della città gli porta molti malati e indemoniati da guarire. Gesù lo fa, ma al mattino presto della domenica, dopo aver pregato, se ne va da Cafarnao con le due coppie di fratelli pescatori. La sua predicazione e i suoi segni non sono infatti riservati ai soli abitanti di Cafarnao ma a tutti gli abitanti della Galilea.
Abbiamo bisogno di Gesù, della sua forza guarente per guarire con l’accoglienza chi è abbandonato o si sente tale. Siamo come la suocera di Pietro. Non appena i suoi amici gli parlano di lei, Gesù la guarisce. Gesù, per guarirci, ha prima bisogno che noi riconosciamo il nostro bisogno, la nostra inadeguatezza, la nostra fragilità e gli chiediamo aiuto per noi e per chi, come noi, ne ha bisogno.
Non dobbiamo stancarci di rivolgerci a Lui, di invitarlo nelle nostre case per avere la forza in grado di andare al di là delle nostre debolezze, delle nostre pigrizie, dei nostri battibecchi, dei nostri piccoli, squallidi, calcoli di convenienza.
E non chiudiamoci nella nostra piccola Cafarnao. Gesù vuole percorrere tutta la Galilea. Gesù vuole chiamare tutti, entrare in tutte le case.
Ti preghiamo, Signore Gesù, fa che non ci stanchiamo mai di cercare in te la forza e le motivazioni per l’azione caritativa verso il nostro prossimo.
Spirito Santo, Signore, scendi nei nostri cuori con abbondanza. Illumina le nostre menti perché sappiamo discernere cosa è giusto fare e quali sono le priorità. Donaci la creatività e il coraggio per affrontare le sfide che ci stanno davanti. Amen.
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.






