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Papa Francesco: pensare che la fede non abbia a che fare con la vita concreta è schizofrenia

Durante l’Angelus di domenica 22 ottobre, Papa Francesco ha sottolineato come non si possa separare la fede dalla vita reale. Ricordandoci, però, che non apparteniamo a “nessun Cesare. Siamo del Signore!”

Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. È su questa celebre affermazione di Gesù che si è focalizzata la riflessione di Papa Francesco durante l’Angelus di domenica 22 ottobre, celebrato in Piazza San Pietro davanti a circa 20 mila persone.
Partendo dalle parole del Vangelo, il Pontefice ha sottolineato come la frase che “distingue” tra Cesare e Dio non voglia in alcun modo essere un monito per separare la realtà “spirituale” da quella “temporale”, ma, al contrario, sia il modo in cui Gesù vuole “aiutarci a collocare ‘Cesare’ e ‘Dio’ ciascuno nella sua importanza. A Cesare – cioè alla politica, alle istituzioni civili, ai processi sociali ed economici – appartiene la cura dell’ordine terreno; e noi, che in questa realtà siamo immersi, dobbiamo restituire alla società quanto ci offre attraverso il nostro contributo di cittadini responsabili, avendo attenzione a quanto ci viene affidato… Allo stesso tempo, però, Gesù afferma la realtà fondamentale: che a Dio appartiene l’uomo, tutto l’uomo e ogni essere umano. E ciò significa che noi non apparteniamo a nessuna realtà terrena, a nessun ‘Cesare’ di turno. Siamo del Signore e non dobbiamo essere schiavi di nessun potere mondano”.

Non esiste una “vita reale” separata dalla fede

Voler separare la fede dalla vita reale è “schizofrenia, come se la fede non avesse nulla a che fare con la vita concreta, con le sfide della società, con la giustizia sociale, con la politica e così via” – ha ribadito il Papa.
Da qui l’invito finale a riflettere su quale sia l’immagine che ciascuno porta dentro di sé. Perché se sulla moneta c’è l’immagine di Cesare, ognuno deve invece domandarsi di chi è immagine nella propria vita. “Ci ricordiamo di appartenere al Signore – ha concluso Bergoglio – oppure ci lasciamo plasmare dalle logiche del mondo e facciamo del lavoro, della politica, dei soldi i nostri idoli da adorare?”.

Il testo completo dell’Angelus di domenica 22 ottobre si può leggere QUI

[immagine © Vatican Media]

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