Papa Bergoglio ha sempre tenuto in grande considerazione i bambini e, in particolare, i bambini abbandonati, esortando gli adulti ad accogliere sempre, con amore
In tantissime occasioni, durante i suoi anni di pontificato, Papa Francesco ha dimostrato di essere vicino ai bambini abbandonati e più bisognosi.
A dimostrarlo, basterebbe ricordare “Famiglia Amoris Laetitia”: 10 riflessioni in forma di video video condivisi durante l’anno 2021. Una di queste era dedicata in maniera approfondita ai bambini abbandonati che vanno in adozione, rivendicata come “una scelta cristiana” compiuta per dare una famiglia a chi non ce l’ha. Un atto d’amore attraverso il quale i genitori si fanno mediatori dell’amore di Dio, incarnando idealmente, con il loro gesto, le parole di Dio stesso verso il minore accolto: “Anche se tua madre si dimenticasse, io invece non ti dimenticherò mai”.
“Grazie per quello che fate”
Un episodio notevole, che racconta sempre della grande attenzione del Papa anche nei confronti dell’affido, fu quando nel gennaio del 2022 volle telefonare personalmente a una coppia di Torino che gli aveva scritto una lettera, raccontando della loro scelta di aprire la casa, nel corso degli anni, a 15 affidi familiari, anche di bambini disabili. Francesco, con molta semplicità, colle sentirli personalmente, come un amico di lunga data, per “ringraziarvi di quello che fate”.
I bambini al centro
Ma certamente, allargando lo sguardo verso tutti i bambini, di tutto il mondo, ciò che resta più nella memoria è la grande Giornata Mondiale dei Bambini voluta da Papa Francesco nel maggio del 2024. In quell’occasione, una piazza festante e colorata, con delegazioni arrivate da 101 Paesi del mondo, venne coinvolta in un dialogo con il Papa e una successiva messa, durante la quale il Pontefice esortò tutti i presenti ad andare avanti sempre con gioia, perché “la gioia è salute per l’anima”. E chi meglio dei bambini lo può dimostrare ogni giorno?
Tornando ai primi tempi del suo pontificato, invece, si possono ricordare diversi interventi molto focalizzati sui bambini, come una udienza generale dei primi mesi del 2015, quando il Papa ricordò a tutti che “i piccoli sono una ricchezza per l’umanità e per la Chiesa”, che attraverso di loro è costantemente richiamata a quella che è la “condizione necessaria per entrare nel Regno di Dio: non considerarci autosufficienti, ma bisognosi di aiuto, di amore, di perdono”.
Pochi mesi dopo, nel salutare i vescovi giunti a Roma per il sinodo, il Papa tornò sull’argomento, invitando “tutti i genitori e gli educatori del mondo, come l’intera società” a farsi “strumenti di quell’accoglienza e di quell’amore con cui Gesù abbraccia i più piccoli”. In particolare i “tanti bambini affamati, abbandonati, sfruttati, costretti alla guerra, rifiutati”.
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