«Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?»… «Nulla è impossibile a Dio»
Nel quinto fascicolo della rivista Lemà sabactàni? sono pubblicate e disponibili gli studi e gli approfondimenti presentati in occasione della V Giornata di Studio e Confronto per una Spiritualità dell’Adozione, un evento promosso dalle Associazioni Ai.Bi. Amici dei Bambini e La Pietra Scartata, intenzionalmente dedicato alla figura di Maria, con particolare attenzione alle sue relazioni con Dio, con suo figlio Gesù, il Figlio di Dio, nonché con la nascente storia della prima comunità cristiana.
Con “Maria nel mistero dell’abbandono” vengono ripresi, commentati e contemplati alcuni dei tratti peculiari di Maria, del suo essere scelta da Dio, della sua disponibilità a divenire Mamma di Gesù, Madre di Dio, del suo prendersi cura del Salvatore e della salvezza.
Lo studio, curato dalla biblista Rita Torti Mazzi, che riproponiamo in 10 distinte tappe, di cui oggi pubblichiamo l’ottava (QUI la settima), esplora alcune delle dinamiche della dialettica chiamata/ascolto – vocazione/risposta nelle vicende di alcuni dei protagonisti del rapporto tra Dio ed Israele, rintracciando alcuni aspetti del decidersi di Dio, del suo rivelarsi nella storia non senza coinvolgere l’uomo: una chiamata che si fa annuncio, un appello che suscita una libera disponibilità.
Ottava tappa
(QUI la settima)
La domanda di Maria
Vedendo il turbamento di Maria, l’angelo prende la parola e, chiamandola per nome, la esorta a non temere: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio» (Lc 1,30). Poi le rivela la missione a cui è chiamata: «Ecco, concepirai un Figlio…» (1,31) e descrive il ruolo cui è destinato questo Figlio: «Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo. Il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine» (Lc 1,32-33; cf Dn 7,14). Si fa riferimento all’Unto promesso dal Signore a Davide in 2Sam 7,12-16. I riferimenti alle promesse messianiche si incontrano in diverse parti dell’AT (Sal 89; 132,11s; Is 9,5s; Ger 22,29ss; 23,5s; 33,14-26; Zc 6,12ss) *.
Maria ascolta attentamente: la sua prima reazione alle parole dell’angelo era stata il silenzio, per potere riflettere. Ora vorrebbe capire qualcosa di più sul suo coinvolgimento nel piano di Dio (è importante capire per poter accettare) e formula una domanda**: «Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?».
A Gedeone, che in Gdc 6,15 chiedeva «come salverò Israele? Sono l’ultimo in casa di mio padre», il Signore aveva assicurato: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti» (Gdc 6,15-16).
Nulla è impossibile a Dio
A Maria, che afferma di non conoscere uomo, l’angelo indica l’elemento determinante di questa maternità. Dio stesso nella sua potenza, nella sua forza creatrice, ne è la causa: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, la Potenza dell’Altissimo stenderà la sua ombra su di te» (Lc 1,34-35). Come conseguenza, «Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio» (Lc 1,35).
Maria non chiede segni: la sua domanda non è l’espressione di un dubbio, ma la richiesta di una spiegazione. E l’angelo, subito dopo aver parlato della potenza di Dio nei confronti di Maria, fa riferimento alla gravidanza di Elisabetta (altro esempio del potere divino), sottolineando il carattere eccezionale e reale del concepimento annunciato a Maria (1, 31.35).
E conclude con un’affermazione generale che riguarda il futuro (ciò che è stato annunciato a Maria su lei e suo Figlio): «Nulla è impossibile a Dio».
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* Vedi K. STOCK, Le prime pericopi della storia dell’infanzia in Lc 1-2 (ad uso degli studenti), PIB, Roma 19902, pp. 110-114.
** Sono appena quattro i contesti in cui Maria esprime una parola: l’annuncio, l’incontro con Elisabetta, il ritrovamento di Gesù nel Tempio, Cana.
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