In questi ultimi anni è in corso la più grave aggressione della storia all’avvenimento cristiano, ai valori cristiani, al patrimonio esistenziale: uno dei principali bersagli è proprio la famiglia fondata sul matrimonio
Sposarsi, al giorno d’oggi, sembra essere passato di moda. Solo nel 2020, anche a causa del coronavirus si era infatti registrata una diminuzione rispetto al secondo trimestre 2019 di circa l’80% delle celebrazioni, ma per un cristiano, il valore dell’unione matrimoniale, acquisisce un significato più profondo ed indissolubile. Possiede un profumo ed una bellezza che non passa mai di moda e che occorre riscoprire.
Ce lo spiega Informazione Cattolica, che riporta nelle sue pagine un articolo di Don Gian Maria Comolli, pubblicato sul blog del sacerdote, di cui di seguito riportiamo alcuni stralci.
Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica spiega che il matrimonio è un’istituzione voluta da Cristo.
“La realtà umana e originaria del matrimonio è vissuta dai battezzati, per istituzione di Cristo, nella forma soprannaturale del sacramento, segno e strumento di Grazia” (Compendio DSC, n. 219).
Il matrimonio è un’alleanza di amore tra un “uomo” e una “donna” che ha come riferimento l’amore sponsale di Dio per il suo popolo e quello di Cristo per la Chiesa.
“La storia della salvezza – continua il Compendio – è percorsa dal tema dell’alleanza sponsale, significativa espressione della comunione d’amore tra Dio e gli uomini e chiave simbolica per comprendere le tappe della grande alleanza tra Dio e il Suo popolo. Il centro della rivelazione del progetto d’amore divino è il dono che Dio fa all’umanità del Figlio Suo Gesù Cristo, ‘lo Sposo che ama e si dona come Salvatore all’umanità, unendola a Sé come suo corpo. Egli rivela la verità originaria del matrimonio, la verità del “principio” (cfr. Gen 2,24; Mt 19,5) e, liberando l’uomo dalla durezza del cuore, lo rende capace di realizzarla interamente’ (Familiaris consortio, n. 13).
Dall’amore sponsale di Cristo per la Chiesa, che mostra la sua pienezza nell’offerta consumata sulla Croce, discende la sacramentalità del matrimonio, la cui Grazia conforma l’amore degli sposi all’Amore di Cristo per la Chiesa” (n. 219)
L’importanza della carità coniugale
Accanto all’amore sponsale, altra caratteristica del rapporto tra i coniugi è la carità come testimonianza di una nuova socialità: “La carità coniugale, che sgorga dalla carità stessa di Cristo, offerta attraverso il Sacramento, rende i coniugi cristiani testimoni di una socialità nuova, ispirata al Vangelo e al Mistero pasquale. La dimensione naturale del loro amore viene costantemente purificata, consolidata ed elevata dalla grazia sacramentale” (Compendio DSC, n. 220).
Il matrimonio, quindi, deve essere un cammino reciproco di santificazione:
“I coniugi cristiani devono aiutarsi reciprocamente nel cammino di santificazione, divenendo anche esempio per gli altri e strumento della carità di Cristo nel mondo” (Compendio DSC, n. 220).
Il matrimonio, infine, abilita i genitori cristiani a vivere pienamente la loro vocazione di coniugi con tutti gli impegni che ne derivano. Per questo il sacramento del matrimonio, come afferma il Compendio, “assume la realtà umana dell’amore coniugale in tutte le implicazioni e abilita e impegna i coniugi e i genitori cristiani a vivere la loro vocazione di laici, e pertanto a ‘cercare il regno di Dio trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio” (n. 220). E il primo impegno è quello di essere chiamati quali “testimoni e annunciatori del significato religioso del matrimonio, che la società attuale fa sempre più fatica a riconoscere, specialmente quando accoglie visioni relativistiche anche dello stesso fondamento naturale dell’istituto matrimoniale” (Compendio DSC, n. 220).
Quest’ultima osservazione è attualissima, essendo in corso oggi “la più grave aggressione della storia all’avvenimento cristiano, ai valori cristiani, al patrimonio esistenziale cristiano. Solo delle anime eccezionalmente candide o eccezionalmente sciocche possono negarlo o non riconoscerlo. E questa aggressione trova uno dei principali bersagli proprio nella famiglia fondata sul matrimonio” (G. BIFFI, Intervento all’Assemblea diocesana dell’Azione Cattolica della Chiesa di Bologna, 27.2.1994).
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