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Maria nel mistero dell’abbandono: la trasformazione (4)

Quello che è certo, è che dall’incontro con Dio inizia una nuova vita: quando il chiamato risponde accettando la proposta di Dio, inizia un processo di trasformazione

Nel quinto fascicolo della rivista Lemà sabactàni? sono pubblicati gli studi e gli approfondimenti presentati in occasione della V Giornata di Studio e Confronto per una Spiritualità dell’Adozione, evento promosso dalle Associazioni Ai.Bi. Amici dei Bambini e La Pietra Scartata, dedicato alla figura di Maria, alle sue relazioni con Dio, con suo figlio Gesù, il Figlio di Dio, nonché con la nascente storia della prima comunità cristiana.

Con “Maria nel mistero dell’abbandono” vengono ripresi e commentati alcuni dei tratti peculiari di Maria, del suo essere scelta da Dio, della sua disponibilità a divenire Mamma di Gesù, Madre di Dio, del suo prendersi cura del Salvatore e della salvezza.

Riproponiamo il contributo curato dalla biblista Rita Torti MazziUn grido che sale, la pienezza del tempo. Scelte e chiamate di Dio.

Uno studio che riproponiamo in 10 distinte tappe, di cui oggi pubblichiamo la quarta ( QUI la terza).

 Quarta tappa

La trasformazione

 Quello che è certo, è che dall’incontro con Dio inizia una nuova vita: quando il chiamato risponde accettando la proposta di Dio, inizia un processo di trasformazione e l’uomo viene reso idoneo alla missione cui è stato destinato (Is 49,1ss.).

Il cambiamento di nome significa proprio la trasformazione della persona (Gen 17,5; Gen 32; ecc.). Mosè, da pastore di gregge diventa condottiero (Es 3); Simon Pietro e Andrea, pescatori, diventeranno “pescatori di uomini” (Mt 4,18-19), e così via. Mosè non sa certamente cosa lo aspetta, ma sa ormai per esperienza di non poter fare nulla con le proprie forze e soprattutto sa che l’iniziativa è di Dio. Sapere che si sta agendo mossi da Lui, dà la forza per superare ogni difficoltà. «Non temere, Io sono con te» ripete continuamente il Signore a coloro che chiama (Es 3,12; Ger1,8; Mt 28,20; Mc 16,20).

La missione di Mosè è quella di salvare il popolo.

Sarà Mosè a guidarlo materialmente nel cammino verso la terra promessa, ma il vero condottiero sarà sempre Dio: sarà Lui a sconfiggere il nemico, a salvare il suo popolo (Es 15,1-2), ma lo salverà per mezzo di Mosè. E a poco a poco la vocazione di Mosè, come la vocazione di ogni chiamato si va delineando sempre più chiaramente:

▪ dovrà convincere il popolo che quel Dio, del quale gli Israeliti non conoscono più neppure il nome, sta per mantenere le promesse fatte ad Abramo;

▪ dovrà dire al Faraone che un Dio, che egli neppure conosce, gli comanda di lasciar partire il suo popolo (Es 5,1-2) e dovrà poi convincerlo (o costringerlo) con una serie di segni, eseguendo di volta in volta gli ordini del Signore;

▪ dovrà portare al popolo la Parola di Dio (Es 19,3-6; 20,19; Nm 15,1.17, ecc.);

▪ dovrà guidare questo popolo che costituisce per lui “un peso troppo grave” (Nm 11,14) e che, nonostante i prodigi compiuti dal Signore, continua a metterlo alla prova (Nm 14,22);

▪ dovrà prendersene cura, provvedendo a tutte le necessità:

  1. a) dovrà dare loro l’acqua se hanno sete (Es 15,22-24; Es 17,1-7) e il pane e la carne se hanno fame (Es 16);
  2. b) dovrà giudicarne le vertenze, ascoltarne i problemi e le lamentele (Es 18,13-26; Nm11,10-15; Dt 1,9-17);
  3. c) dovrà incoraggiare (Es 14,13-14) e consolare (Dt 7,7; 8,5);
  4. d) dovrà intercedere e pregare per il popolo (Es 5,22;

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