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Ricordati che i bambini sono bambini: le raccomandazioni ai genitori del teologo don Armando Matteo

È il diritto dei piccoli ad essere educati, il diritto dei minori di poter contare su due genitori adulti che non si perdano “nei loro riti e miti giovanilistici”.

 Ricordo che quando ero bambina, regole, divieti e possibilità erano chiaramente impartite dai miei genitori e, anche se nel periodo dell’adolescenza, a volte mi ribellavo a quelle che vivevo come “ingiuste limitazioni della mia libertà”, oggi, in età adulta, guardandomi dietro le spalle, l’immagine che mi si para di fronte è quella di un’infanzia serena e di una famiglia presente.

Io ho avuto la fortuna di essere, per dirla con le parole del teologo don Armando Matteo, una bambina che ha potuto esercitare il diritto di essere bambina.

L’affermazione può lasciare sorpresi, in un contesto come il nostro: un Paese occidentale dove i diritti fondamentali degli individui sono riconosciuti e tutelati.

Il diritto dei bambini di essere bambini, di cui parla don Armando Matteo, in un articolo su Famiglia Cristiana, è il diritto dei piccoli ad essere educati, il diritto dei minori di poter contare su due genitori adulti che non si perdano “nei loro riti e miti giovanilistici”.

“Mi sembra di poter affermare, parlando ovviamente in termini assai generali – commenta don Armando Matteo – che la nostra stia diventando una società sempre meno attenta ai bisogni educativi dell’infanziaUna sorta di società senza educazione, in un breve; una società, nella quale è sempre più frequente trovare genitori che non “vogliono” crescere e figli che di conseguenza non “possono” crescere, adulti sempre più persi nei loro riti e miti giovanilistici e adolescenti sempre più in difficoltà con la vita. E tutto questo accade come se i genitori, e più in generale gli adulti, non credessero più alla potenza e all’indispensabilità del gesto educativo”.

Ecco allora che il teologo prova ad interrogarsi sull’origine del problema, giungendo alla conclusione che si annidi nel modo in cui molti genitori di oggi considerino, trattino, “immaginino” i loro figli. Ne nasce una pubblicazione: “Il nuovo bambino immaginario”,

“Da tempo, i genitori “immaginano” che il pargoletto che hanno dato alla luce goda di miracolose profondità ontologiche, gnoseologiche e spirituali tali da renderlo, sin da subito, sin dall’uscita dal grembo materno, uno già grande, uno già pronto alla vita, uno che, seppure in formato small, è all’altezza dell’umano – spiega don Armando Matteo –  Pensano ed agiscono come se il loro piccolo fosse in realtà “un semplice adulto di bassa taglia”, chiamato a vivere l’infanzia come periodo destinato unicamente al suo accrescimento verticale. Non serve educarlo, basta contemplarlo”.

In questo modo i bambini non riescono più ad essere bambini, perché viene richiesto loro di essere adulti in miniatura, un ruolo che non gli compete, perché non hanno ancora gli strumenti e le capacità di affrontarlo.

I bambini hanno solo un compito ed un sacrosanto diritto: quello di godere della loro infanzia. Quello appunto di essere bambini.

Concludiamo regalandovi 10 piccoli suggerimenti donati da Don Armando Matteo a tutti i genitori di buona volontà:

Ricordati che il grande sei tu! Sempre. In ogni caso. Sotto ogni condizione metereologica.

2  Ricordati che i bambini sono solo bambini!

3  Ricordati che tu poi “farti” bambino, mentre i tuoi figli non possono “farsi” adulti.

4  Ricordati di giocare, almeno una volta al giorno, “da bambino” con il tuo bambino (basta abbassarsi un pochino).

5  Ricordati che dare il cellulare a tuo figlio, perché stia tranquillo, significa spesso dirgli che in quel momento non vuoi “pensarlo”. Ma se non li pensiamo quando siamo in loro compagnia, come potranno sviluppare il pensiero che noi li pensiamo quando siamo distanti da loro?

6  Ricordati di parlare di cose “da bambini” con i bambini e di parlare di cose “da adulti” con gli adulti. A guardare certe trasmissioni tv, sembra che ci siamo abituati al contrario!

7  Ricordati che i nonni sono una grazia, ma non sono i genitori. I nonni attivano nei figli il piano del piacere. Sono i genitori che attivano nei figli il piano della realtà.

8  Ricordati che “la maniera in cui vivi ciò che fai” è per tuo figlio molto più importante di ciò che fai.

9  Ricordati che “la maniera in cui vivi ciò che dici” è per tuo figlio molto più importante di ciò che dici.

10 Ricordati infine che “i tuoi figli non sono figli tuoi” (Gibran). Li aspetta il mondo, perché essi sono del mondo e il mondo sarà il loro.

 

 

 

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