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Per connetterci con Gesù Abbandonato la strada è una sola: la preghiera

7 febbraio. V domenica del Tempo Ordinario. Vilma e Sergio Barel del Gruppo Familiare Ai.Bi. Friuli-Venezia Giulia commentano il passo del Vangelo secondo Marco (Mc 1,29-39).

Vangelo (Mc 1,29-39)

E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano. Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Il vangelo di Marco ci presenta un Gesù miracoloso, scaccia i demoni, guarisce dalle malattie, riporta alla vita normale le persone sofferenti. Un Gesù che oggi diremo “virale” nell’era dei social. Tutti lo cercano ma anziché vantarsi e bearsi dei “follower” del tempo, lui si ritira a pregare, da solo, in un luogo deserto, al buio, “andiamocene altrove perché io predichi anche là”.

Un Gesù che ci dice che lui è sempre la nostra speranza, che lui è pronto ad aiutarci ma che la preghiera continua è la chiave per seguirlo davvero ed essere in vera connessione con lui.

La speranza che incontriamo negli occhi dei nostri figli abbandonati che si deve unire alla nostra preghiera e abbandono alla sua volontà e fiducia in lui. Mai fermarsi al dolore, alla sofferenza, avere fiducia nel suo aiuto che è però non sempre allineato a quello che magari vorremmo, ma è sicuramente per il nostro bene.

La preghiera che ci accompagna anche quando i nostri figli alle sofferenze dell’abbandono aggiungono le sofferenze del crescere, del trovare una loro strada nella vita turbolenta di oggi. Preghiera che Gesù ascolta e per la quale non dobbiamo mai stancarci!

Vilma e Sergio Barel

 Gruppo Familiare Ai.Bi. Friuli-Venezia Giulia

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