La preghiera delle famiglie adottive e affidatarie di oggi, giovedì 7 gennaio 2020, in occasione dell’Epifania
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Amen
Invocazione allo Spirito Santo
… Vieni, o Spirito di Consiglio e di Fortezza,
e rendici coraggiosi testimoni del Vangelo ricevuto.
Sostieni chi è perseguitato; incoraggia chi è emarginato;
dona forza a chi è imprigionato;
concedi perseveranza a chi è calpestato e torturato;
ottieni la palma della vittoria a chi, ancora oggi, viene condotto al martirio.
Vieni, o Spirito di Scienza, di Pietà e di Timor di Dio,
e rinnova, con la linfa del tuo divino Amore,
la vita di tutti coloro che sono stati consacrati con il battesimo,
segnati del tuo sigillo nella confermazione,
di coloro che si sono offerti al servizio di Dio,
dei Vescovi, dei Sacerdoti, dei Diaconi,
perché possano tutti corrispondere al tuo disegno,
che in questi tempi sta realizzando,
nella seconda Pentecoste da tanto tempo invocata e attesa.
Atto d’affidamento delle famiglie a Maria Santissima
Maria, madre del Redentore, madre della Chiesa e madre nostra,
ci affidiamo a te con le nostre famiglie, certi che tu ci accoglierai come facesti
con il discepolo amato, consegnatoti, come figlio, dal tuo Gesù crocifisso.
Da allora sei divenuta madre della Chiesa e, perciò,
madre della famiglia, piccola chiesa domestica.
Svolgi, anche per noi, come per gli sposi di Cana,
il tuo ruolo di madre attenta e premurosa.
Vedi in quante nostre famiglie manca il vino della gioia,
dell’affetto e del perdono reciproco.
Guarda, anche, le troppe numerose famiglie
nelle quali il vino buono degli inizi è ritornato ad essere l’acqua banale
di una vita famigliare trascinata, quando non è divenuto l’aceto del rancore continuo. Chiedi ancora a tuo Figlio che provveda, per tutti, con la sua grazia.
Ottienici, con il tuo sposo, san Giuseppe, che in tutte le famiglie cristiane
si accolga e si protegga la vita, così come nella vostra santa famiglia di Nazaret
si è accolto il Verbo incarnato, Gesù, nostra vita.
Da parte nostra, vogliamo, come il discepolo amato,
accoglierti sempre nella nostra casa, perché essa sia benedetta
e in essa si possa sempre glorificare la Trinità santissima,
di cui la nostra famiglia deve e vuole essere visibile immagine.
Ci ottenga questo il Padre che ti ha creata immacolata,
il Figlio che ti ha redenta prima d’ogni altra creatura
e lo Spirito che ti ha santificata in modo unico e sublime.
A loro lode e gloria per sempre. Amen
Stralcio dall’omelia di Papa Francesco nella solennità dell’Epifania del Signore di mercoledì 6 gennaio 2021:
“… «videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono»… Adorare il Signore non è facile, non è un fatto immediato: esige una certa maturità spirituale, essendo il punto d’arrivo di un cammino interiore, a volte lungo… Si è perso un po’ il senso della preghiera di adorazione, dobbiamo riprenderlo, sia comunitariamente sia nella propria vita spirituale. Oggi, pertanto, ci mettiamo alla scuola dei Magi, per trarne alcuni insegnamenti utili: come loro, vogliamo prostrarci e adorare il Signore…
Dall’odierna Liturgia della Parola ricaviamo tre espressioni… “alzare gli occhi”, “mettersi in viaggio” e “vedere”. Queste tre espressioni ci aiuteranno a capire cosa significa essere adoratori del Signore… La prima espressione, alzare gli occhi…Si tratta invece di guardare in modo nuovo i problemi e le angosce, sapendo che il Signore conosce le nostre situazioni difficili, ascolta attentamente le nostre invocazioni e non è indifferente alle lacrime che versiamo… Questo sguardo che, malgrado le vicende della vita, rimane fiducioso nel Signore, genera la gratitudine filiale. Quando questo avviene, il cuore si apre all’adorazione… La seconda espressione che ci può aiutare è mettersi in viaggio… Non si giunge ad adorare il Signore senza passare prima attraverso la maturazione interiore che ci dà il metterci in viaggio. Si diventa adoratori del Signore mediante un cammino graduale… La vita non è una dimostrazione di abilità, ma un viaggio verso Colui che ci ama. Noi non dobbiamo in ogni passo della vita far vedere la tessera delle virtù che abbiamo; con umiltà dobbiamo andare verso il Signore. Guardando al Signore, troveremo la forza per proseguire con gioia rinnovata… E veniamo alla terza espressione: vedere… Ma, di fatto, che cosa videro? Videro un povero bambino con sua madre. Eppure questi sapienti, venuti da paesi lontani, seppero trascendere quella scena così umile e quasi dimessa, riconoscendo in quel Bambino la presenza di un sovrano. Furono cioè in grado di “vedere” al di là dell’apparenza. Prostrandosi davanti al Bambino nato a Betlemme, espressero un’adorazione che era anzitutto interiore: l’apertura degli scrigni portati in dono fu segno dell’offerta dei loro cuori. Per adorare il Signore bisogna “vedere” oltre il velo del visibile… Questo modo di “vedere” che trascende il visibile, fa sì che noi adoriamo il Signore spesso nascosto in situazioni semplici, in persone umili e marginali. Si tratta dunque di uno sguardo che, non lasciandosi abbagliare dai fuochi artificiali dell’esibizionismo, cerca in ogni occasione ciò che non passa, cerca il Signore. Noi perciò, come scrive l’apostolo Paolo, «non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili, perché le cose visibili sono di un momento, quelle invisibili invece sono eterne» (2 Cor 4,18)”.
Momento di silenzio (la durata è a discrezione di ciascuna famiglia)
Le preghiere delle famiglie:
Santo Rosario per i bambini abbandonati e dimenticati (Gv 1, 19-28) preparato da Donatella ed Adalberto: Nel primo mistero gaudioso ricordiamo l’annunciazione dell’Angelo a Maria Vergine: “Preghiamo perché ogni nuova vita possa essere accolta con gioia e, in caso di abbandono, sia preservata come un germoglio da non lasciare avvizzire ma da curare con l’accoglienza per vederlo trasformato in una pianta rigogliosa di deliziosi frutti benedetti”.
Santo Rosario per i bambini abbandonati e dimenticati (Gv 1, 19-28) preparato da Donatella ed Adalberto: Nel secondo mistero gaudioso ricordiamo la visita di Maria Santissima a Santa Elisabetta: “Preghiamo perché non accada più di assistere alle tragedie che si consumano lungo i percorsi della migrazione dove uomini, donne e bambini in cammino alla ricerca di una terra accogliente e lontana dai luoghi della loro disperazione trovano ancora stenti, soprusi e sin anche la morte”.
Silvia e Stefano chiedono a tutti noi di pregare affinché le giovani coppie di coniugi, anche in questo periodo di pandemia, riescano a sentire l’incessante grido del bambino abbandonato e dimenticato da tutti. O Signore, dona a queste nuove famiglie la fede per affidarsi a questo grido, la speranza per il compimento di questa figliolanza e la carità per accogliere il loro bambino.
Tutti noi insieme, chiediamo al Signore di custodire questi amici: Morgan e Samuele, Lucas e Samuel con Jesuane, Paul, Marta, Andrea, Esther, Stefania, Francesca e Veronica, Xiuxiào, Filippo e Annalia, Giacomo, Jussara, Rafael, Kamelia, Fabio, Giuly, Pasquale, Martin, Gabriele e Pietro, Antonella, Daniela, Julia e Marjana, Rayan, Ray, Cindy, Mery, Artur, Mariangela, Rabia, William, Ronny, Kasambi, Chenchèn, Giulia, Aurora, Kevin e Francesco, Rosa, John e Paulo.
(Ciascuno aggiunga i propri cari e ce lo comunichi, così li inseriamo. Indicateci anche le situazioni risolte, potremo così condividere con gioia gli effetti della nostra fiduciosa preghiera).
Padre nostro…
Pensiero del giorno:
“E’ nel momento in cui si accetta,
in cui si fa il dono di sé,
che si è sicuri della fede”
(Madre Teresa di Calcutta)
Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male, e ci conduca alla vita eterna.
Amen.
Si consiglia di avere un simbolo, un oggetto o altro che ci permetta di fare un po’ di “deserto” intorno a noi (una Bibbia, o un crocefisso, o altro). Si consiglia inoltre che la preghiera sia recitata dalla coppia. Per coloro che recitano la Liturgia delle Ore potrebbe precederla o seguirla. Giorno previsto: il giovedì alle ore 21,00 (secondo le possibilità di ciascuna famiglia).
Coloro che volessero inviarci le proprie preghiere o volessero chiedere di pregare per una persona a loro cara possono contattarci all’indirizzo: ilfilodellapreghiera@aibi.it.
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