27 dicembre 2020. Domenica fra l’ottava di Natale, Santa famiglia di Gesù Maria e Giuseppe. Elena e Pasquale Salvemini del Gruppo Famiglie Ai.Bi. Puglia, commentano il passo del Vangelo secondo Luca 2, 25-35.
Luca 2, 25-35
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
In questo passo del Vangelo, l’evangelista Luca racconta la presentazione di Gesù al tempio e lo fa talmente bene da renderci quasi spettatori diretti dell’evento.
Da una parte vi sono Maria, Giuseppe e il loro Bambino che, come qualsiasi famiglia del tempo, adempiono alla legge. Dall’altra vi sono Il vecchio Simeone ed Anna, due anziani che riconoscono in quel Bambino il figlio di Dio, il Salvatore del mondo.
Sono proprio le parole di Simeone a sorprenderci. Dopo averli benedetti, infatti, l’uomo si rivolge a Maria predicendole come una spada le trafiggerà l’anima.
Il nostro pensiero è tutto rivolto su di lei. Chissà come sarà stata colpita da quella frase e chissà come avrà stretto a se il suo Gesù, per far sentire a suo figlio che lei non lo avrebbe mai lasciato solo.
“Qualsiasi cosa accada noi saremo sempre lì accanto a loro…”
A volte i nostri cuori sono tormentati dai nostri figli. A volte è difficile fargli capire che qualsiasi cosa accada noi saremo sempre lì, accanto a loro, per cercare di curare ferite che forse non guariranno mai, ma noi saremo sempre pronti ad abbracciali forte ed ancora più forte, proprio come Maria ha stretto a se Gesù. Li terremo stretti a noi così come li abbiamo stretti nel nostro primo incontro. Li prenderemo tra le nostre braccia anche se nessuno prima li ha mai tenuti in braccio.
Oggi nella festa della Sacra Famiglia vogliamo affidare a Maria e Giuseppe tutte le famiglie adottive, soprattutto quelle in attesa e che in questo periodo di pandemia vedono sempre più lontano l’incontro con il proprio figlio. Affidiamo a Loro tutti i bambini in attesa di essere abbracciati da un papà e una mamma.
Elena e Pasquale Salvemini
Gruppo Famiglie Ai.Bi. Puglia
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