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Le famiglie adottive oggi, una “voce che grida nel deserto” della società

6 dicembre 2020. Seconda domenica di Avvento. Vilma e Sergio Barel del Gruppo Famiglie Ai.Bi. Friuli Venezia Giulia commentano il passo del Vangelo secondo Marco 1, 1-8.

 

Marco 1,1-8

1 Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. 2 Come è scritto nel profeta Isaia:
Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te,
egli ti preparerà la strada.
3 Voce di uno che grida nel deserto:
preparate la strada del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri
,
4 si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. 5 Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. 6 Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico 7 e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. 8 Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».

Giovanni Battista è il messaggero di Gesù, cammina davanti a lui preparandogli la strada. La sua predicazione è una sorta di “educazione” alla venuta di Gesù, alla salvezza per il popolo di Israele. Giovanni Battista predica anche se si trova da solo, “voce che grida nel deserto”, non si tira indietro, anzi compie gesti significativi e dimostra con il suo modo di vivere la coerenza alle sue parole.

Predicare l’accoglienza

Come Giovanni Battista, le famiglie adottive e affidatarie sono chiamate a predicare l’accoglienza, che è l’unica salvezza per tutti i bambini che si trovano fuori famiglia. E’ solo con la testimonianza diretta, del proprio modo di vivere l’accoglienza in famiglia, che questo messaggio risulta credibile ed efficace.

Giovanni Battista è “voce di uno che grida nel deserto”, ma questo non gli ha fatto perdere la sua fede nella venuta di Gesù. Anche le famiglie, spesso si sentono “voce che grida nel deserto”; deserto fatto da una società che mette al primo posto l’appagamento dei desideri degli adulti, fatto di istituzioni che ritardano le decisioni sulla vita dei bambini fuori famiglia, oppure sulle sorti delle famiglie pronte ad accogliere i bambini abbandonati. A volte il deserto lo troviamo anche dentro le nostre famiglie, nell’incapacità ad interpretare i bisogni dei nostri figli o nella difficoltà a farli rinascere figli.

Solo nel vivere il vangelo quotidianamente, nell’umiltà del “non son degno”, è possibile trovare e testimoniare la fede nella salvezza, in attesa che lo Spirito Santo ci guidi e aiuti i nostri figli.

Vilma e Sergio Barel

Gruppo Famiglie Ai.Bi. Friuli Venezia Giulia

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