9 ottobre 2020. XXVIII domenica del tempo ordinario. Carla e Luca Guerrieri, comunità La Pietra Scartata Regione Lazio, commentano il passo del Vangelo secondo Matteo 22, 1-14
Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: “Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire.
Di nuovo mandò altri servi a dire: ‘Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze‘. Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: ‘Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze’. Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali”.
Commento
In questa parabola Gesù ci ricorda con quale sollecitudine siamo chiamati al regno dei cieli, nello specifico si tratta di una festa meravigliosa e speciale: il banchetto di nozze del figlio del Re. È la festa in onore di Gesù, attraverso cui si giunge al Padre.
Nella Parabola il Re aspettava i suoi invitati che si facevano attendere. Quando i servi-profeti furono mandati a ricordare agli invitati che si era giunti al giorno della festa e il banchetto era pronto, vennero ignorati sebbene l’invito fosse arrivato per tempo.
Tutte le pietanze prelibate erano pronte, ma nessuno prendeva parte al banchetto. Furono allora inviati altri servi ad avvisare dell’inizio della festa, ma gli ospiti si rifiutarono di recarvisi. Alcuni accamparono delle scuse, le stesse che anche noi utilizziamo con il Signore: “devo partire”, “devo lavorare”, “ho tanti impegni”. Altri, invece, reagirono molto male, arrivando ad uccidere i servi che inopportunamente li disturbavano.
Il Re, quindi, considerò gli invitati indegni e non meritevoli di tanto benessere e diede alle fiamme le loro città, mandandoli in rovina.
Si rivolse poi a nuovi invitati, buoni e allo stesso tempo cattivi, e riempì la sala di commensali diversi da quelli che avremmo immaginato. Ci stupisce, infatti, constatare che al banchetto furono chiamati non solo i buoni e i Santi, ma anche le persone comuni con le proprie mediocrità. Il regno dei cieli attende infatti proprio tutti!
Da parte sua il Re-Padre non si ferma davanti a un rifiuto, continua a cercare i suoi invitati, mandando i servi anche nei crocicchi delle strade e chiamando tutti indipendentemente dal rango e da quanto appaiono adeguati a una festa così elegante e raffinata. È la risposta positiva alla Sua chiamata a fare la differenza; per chi accetta l’invito, il regno dei cieli diventa gioia e vita nuova nella Sua Misericordia.
Anche la chiamata all’accoglienza è per tutti, ma troppe volte invece accampiamo scuse per non rispondere a questa chiamata! Dietro motivazioni apparentemente inattaccabili si nasconde la volontà di non accogliere veramente le persone che il Signore ci fa incontrare. E così perdiamo tante opportunità di amare il nostro prossimo, e il Signore si rivolge altrove.
A molti di noi il Signore ci ha chiesto di accogliere un bambino abbandonato, ma non sempre siamo stati in grado di rispondere all’invito. Quando siamo riusciti a rispondere a questa chiamata, siamo stati un po’ come coloro che stavano ai crocicchi delle strade, che accettano l’invito, pur sentendosi inadeguati, perché sanno che l’unica cosa da fare è seguire ed accogliere il progetto del Signore sulle loro vite.
Preghiamo allora per tutte le coppie che stanno pensando ad accogliere un bambino abbandonato: affinché sappiano riconoscere ed accogliere la chiamata del Signore e dunque trovino il coraggio di affrontare tutte le difficoltà che la vita porrà loro davanti.
Carla e Luca Guerrieri
Comunità La Pietra Scartata Regione Lazio
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