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Anche i nostri figli, scartati dal mondo, possono essere operai nella vigna del Signore

4 ottobre 2020. XXVII domenica del tempo ordinario. Vilma e Sergio Barel, comunità La Pietra Scartata-regione Friuli Venezia Giulia, commentano il passo del Vangelo secondo Matteo 21, 33-43.

Matteo 21:33-43

33 “Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. 34 Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. 35 Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. 36 Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. 37 Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! 38 Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. 39 E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero. 40 Quando dunque verrà il padrone della vigna che farà a quei vignaioli?”. 41 Gli rispondono: “Farà morire miseramente quei malvagi e darà la vigna ad altri vignaioli che gli consegneranno i frutti a suo tempo”. 42 E Gesù disse loro: “Non avete mai letto nelle Scritture:

La pietra che i costruttori hanno scartata

è diventata testata d’angolo;

dal Signore è stato fatto questo

ed è mirabile agli occhi nostri?

43 Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà fruttificare”.

 

Commento

Una parabola dura, che ci fa pensare: non è indirizzata a noi, non faremo mai questo ai servi mandati dal Signore.

Poi riflettiamo e pensiamo alla vigna, ai vignaioli, ai servi, alle nostre vite…

Allora ci accorgiamo che la vigna siamo tutti noi.

Che il Signore ci ha affidato la sua vigna, le nostre vite, per custodirle, coltivarle e per farle fruttare per tutti e non solo per noi. Non ne siamo noi i padroni, ma solo i conduttori.

Spesso ci comportiamo come se fossimo coloro che devono raccogliere i frutti dal vigneto senza lavorarci.

Ci giriamo dall’altra parte quando qualcuno ci chiama ad aiutare gli altri oppure fuggiamo dalle nostre responsabilità e non ascoltiamo la voce del Signore che ci richiama al nostro ruolo.

Non dobbiamo ergerci a proprietari e decidere di scartare alcune pietre. Nella vigna tutti possono e devono dare il loro contributo per migliorarla.

Anche i nostri figli, scartati dal mondo, possono essere operai nella vigna del Signore e noi strumento per farli essere parte della grande famiglia di DIO.

Ogni pietra ha il suo posto nella costruzione del tempio di DIO. Nostro compito come famiglie è accogliere e aiutare ciascuno dei nostri figli adottivi, esempi di pietre scartate, a trovare il proprio spazio nella casa del Signore, dando così frutto.

Anche in questo caso l’essere strumento di DIO, operaio nel suo vigneto, significa mettersi al fianco dei nostri figli, vivere con loro l’essere pietra scartata e condividerne la sofferenza.

Affinché loro possano divenire testata d’angolo spetta a noi raccoglierli, accoglierli e poi condurli per mano a trovare la loro collocazione nella casa del Signore, che tutti noi siamo.

Vilma e Sergio Barel

comunità La Pietra Scartata-regione Friuli Venezia Giulia

 

 

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