20 settembre 2020. XXV domenica del tempo ordinario. Cristina Riccardi e Paolo Pellini de “La Pietra Scartata” commentano il passo del Vangelo secondo Matteo 20,1 – 16
Mt 20,1-16
Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: «Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò». Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: «Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?». Gli risposero: «Perché nessuno ci ha presi a giornata». Ed egli disse loro: «Andate anche voi nella vigna».
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: «Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi». Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: «Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: «Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi»
Commento
Siamo chiamati a lavorare alla vigna del Signore. Tutti. Il padrone della vigna, il Signore, non lascia indietro nessuno, il lavoro è tanto. Ancora “verso le cinque” del pomeriggio Lui è lì, sulla piazza a cercare e chiamare a sè persone che ancora non hanno trovato il senso della propria giornata, della propria vita. Ci era già stato quattro volte: all’alba, alle nove, a mezzogiorno e alle tre. E tutte le volte aveva trovato anime disposte a lavorare nella vigna. Notiamo che anche “verso le cinque” ne trova. Ci sono sempre persone che non hanno trovato la loro strada, anche in uno stadio avanzato della propria vita. Oppure che l’avevano trovata e poi l’hanno persa. E Lui rilancia, nel suo stile. Prende tutti. Non fa troppe domande. Dio infinitamente giusto e generoso. Inoltre il suo senso delle “relazioni sindacali” è certo diverso dal nostro! A sorpresa, finito il lavoro a sera, compensa tutti con lo stesso prezzo, che peraltro è quello che ha pattuito alle varie ore del giorno, non imbroglia nessuno. Il compenso è la vita eterna, data a tutti coloro che hanno “faticato” per Lui durante la vita terrena, indipendentemente dal periodo della loro vita, precoce o tardivo, in cui hanno sentito la chiamata. Adolescenza, giovinezza, maturità, vecchiaia?
È questo un messaggio di grande consolazione e incoraggiamento per tutti e naturalmente anche per le famiglie accoglienti. Nonostante le nostre false partenze, le nostre infedeltà, i nostri fallimenti, i nostri dubbi, le nostre sofferenze, il nostro desiderio a volte di lasciar perdere tutto e di non voler più sapere niente di niente, Lui è sempre lì. Come un buon genitore. Ogni tanto viene a vedere se siamo su piazza per ingaggiarci. Per vedere se ce la facciamo ad affidarci nuovamente, o per la prima volta, a Lui che, per prima cosa ci mette al lavoro su qualcosa che veramente conta e per cui vale veramente la pena, che è l’edificazione del Regno di Dio qui in terra (la Sua vigna) e, per seconda cosa, ha in serbo per noi una ricompensa meravigliosa, che è la vita eterna nella gioia non corrotta dal limite.
Il lavoro fatto con la gioia di poter dare una famiglia, un avvenire, a dei bambini in difficoltà è sicuramente uno dei lavori della vigna. E i lavoratori sono le famiglie adottive, affidatarie, le famiglie dei sostenitori a distanza. E tutte le persone che le aiutano: i famigliari, gli amici, i professionisti, i volontari. Una grande famiglia di famiglie di lavoratori che hanno capito che Dio dà un senso nuovo a tutti i loro sforzi e che Lui ama chi dona con gioia.
Ti preghiamo, o Santa Trinità, donaci la consapevolezza di essere stati presi a lavorare nella Tua bella vigna e, se ancora non lo siamo stati, vienici a cercare perché possiamo essere ammessi al lavoro in essa. Donaci, al termine della fatica, il dolce premio che hai preparato per noi.
Ti preghiamo, o Santo Spirito, perché non venga mai meno in noi la volontà di aderire alla stupenda proposta di lavoro di Dio Padre e ci mettiamo o rimettiamo a lavorare con entusiasmo nella Sua vigna per il resto delle nostre vite.
Cristina Riccardi e Paolo Pellini
La Pietra Scartata
Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


