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Chi mi riconoscerà davanti agli uomini?

Marco Griffini commenta un passo del Vangelo della XII Domenica del Tempo Ordinario.

+ Dal Vangelo secondo Matteo 10, 32-33

“Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli”.

 

“Non bisogna fermarsi davanti a un bambino “special needs” solo perché non è come te lo potevi immaginare. L’accoglienza adottiva è un percorso lungo e graduale: parti in un modo e arrivi cambiato. E noi siamo felici e orgogliosi dei nostri due bimbi “speciali”. A parlare è Marco Signoretto, un papà adottivo del gruppo famiglie Amici dei Bambini del Veneto e del Friuli Venezia Giulia .

Non è facile ne immediato “riconoscere” in un bambino affetto da gravi patologie l’immagine di tuo figlio da tanti anni aspettato e agognato: quelle malattie spaventano, disorientano… creano una barriera intricata, invalicabile; un labirinto infinito nel quale le nostre coscienze, inevitabilmente, si perdono e si confondono.

Quanti di questi bambini, totalmente abbandonati e dimenticati, vengono immediatamente rifiutati, senza nemmeno chiedere il loro nome, guardare un volto su una fotografia, “sprecare” 10 minuti del nostro tempo per leggere qualche riga della loro storia?

Bambini che non esistono perché sono “special needs”: non persone, ma patologie, sindromi, certificati medici, esami .

Quando abbiamo adottato il nostro primo bimbo – continua Marco Signoretto – eravamo molto spaventati e disorientati perché non sapevamo quanto la sua patologia avrebbe influito sulla nostra quotidianità e se saremmo stati in grado di gestirlo. Ma non siamo stati lasciati soli: alcune famiglie adottive che prima di noi hanno accolto dei bambini abbandonati “special needs”, ci hanno accompagnato con discrezione e senza invadenza e soprattutto, con la loro concreta testimonianza  ci hanno fatto capire che proprio noi due eravamo stati chiamati, se scelti per prenderci cura di questo bambino proveniente dalla Cina”.

“È stato un atto di fede – continua – un vero e proprio salto in avanti che ci ha spinto la seconda volta a chiedere appositamente un bimbo  “speciale”.

E’ stata mia moglie a “trovare” il nostro bimbo speciale, consultando la rubrica dei “Figli in attesa” pubblicata sul sito di Ai.Bi.  E anche là dopo qualche momento iniziale di perplessità – racconta – abbiamo capito che era lui il nostro bimbo e che non dovevamo avere alcuna paura ad accoglierlo e amarlo”.

La coppia Signoretto, questa domenica,  vuole lanciare un messaggio a tutti i genitori in attesa: “non abbiate paura ad accogliere un bimbo abbandonato “special needs”. A darvi la forza e l’energia necessarie sarà la vostra fede”.

Quella fede che vi porterà a riconoscere in quel bambino abbandonato una vera persona, che vi sta, da sempre, aspettando a braccia aperte, pronto ad accogliervi come padre e madre: Gesù  Bambino Abbandonato, in carne ed ossa.

   Marco Griffini

 

 

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