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Mia figlia è credente e il suo fidanzato no: matrimonio destinato ad un patatrac?

Spettabile redazione,

mia figlia e il suo fidanzato  hanno deciso di sposarsi. Si amano e condividono insieme molte passioni e valori, tranne uno per me fondamentale: la fede. Mia figlia è credente e il suo fidanzato no.  Ha comunque accettato di sposarsi in chiesa ed è un ragazzo aperto e tollerante, ma ho paura che questa differenza possa creare attriti e divergenze in futuro. Cosa ne pensate?

Giulia

Cara Giulia,

non è raro che due persone, pur amandosi profondamente, non condividano lo stesso percorso spirituale o addirittura uno creda e l’altro sia all’opposto ateo.

Come potrebbe accadere anche che, dopo anni di matrimonio, un coniuge abbracci la fede e l’altro continui invece per il suo cammino.

Come spiega anche Aleteia, la Chiesa non si oppone al matrimonio tra un credente ed un non credente, a patto che  il coniuge che non condivida i medesimi  valori spirituali, sia disposto con coscienza e seria volontà ad accogliere i principi alla base  del matrimonio cristiano, come l’indissolubilità e la fecondità e  non si opponga al fatto che il partner frequenti la Chiesa o che i  figli siano educati secondo i dettami della religione cattolica.

Il rispetto delle convinzioni altrui e la libertà di poter professare liberamente il proprio credo è fondamentale per la buona riuscita di un matrimonio. E il discorso vale per entrambi i coniugi.

Spesso accade infatti che il coniuge credente desideri che, con il suo esempio e con il trascorrere del tempo anche l’altro segua la sua strada: “Un desiderio legittimo, sottolinea Aleteia – ma che può diventare problematico quando si cerca di convertire l’altro, di allinearlo sulle proprie convinzioni, dimenticando che la fede è prima di tutto un dono di Dio”.

Cara Giulia, si ricordi che  per costruire un matrimonio solido è necessario rispettare l’altro e desiderare che sia libero di essere pienamente sé stesso, proprio come fa Dio con noi, lasciandoci pienamente liberi nelle nostre scelte.

L’importante è che sua figlia, seppur sola, nel suo cammino di fede in famiglia, cerchi di ravvivare ogni giorno la sua vocazione e si ricordi che il dialogo con  un coniuge di vedute differenti,  ma rispettoso e aperto, può essere stimolante e arricchente per entrambi.

Redazione La Pietra Scartata  

 

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