Caro Padre, fra qualche mese diventerò padre e vorrei che mi aiutasse a dipanare un dubbio che mi ha sempre accompagnato: è meglio battezzare il figlio appena possibile o è preferibile aspettare in modo che egli possa scegliere la propria religione quando sarà più grande? Secondo Lei quale è l’atteggiamento giusto da avere nei confronti di questa importante decisione?
Grazie, Paolo
Caro Paolo,
la prassi di battezzare i bambini risale a tempi antichissimi (ci sono indizi e notizie in proposito già nel Nuovo Testamento) e solo in un breve periodo della storia (alcuni decenni del IV secolo) ha conosciuto una certa crisi, presto superata.
Non stiamo qui ad analizzare tutti i temi liturgici, storici, teologici, ecclesiali, culturali che si intrecciano in questo tema. Lo avviciniamo con semplici considerazioni esistenziali.
“Come l’acqua per un pesce”.
Il presupposto fondamentale del Battesimo è che chi lo chieda viva nella fede cristiana. Tertulliano (importantissimo scrittore cristiano a cavallo tra il II e il III secolo) ha un’espressione molto illuminante sul Battesimo: “Ma noi, piccoli pesci, nasciamo nell’acqua”. Ecco, per un vero cristiano il legame con Cristo, la comunione con il Padre nello Spirito Santo e l’inserimento vitale nella comunità che è la Chiesa, sono come l’acqua per un pesce (non a caso la parola “battesimo” significa “immersione”). E nessun pesce si sognerebbe mai di dare alla luce i suoi piccoli per toglierli poi dall’acqua vitale. La fede è tutt’uno con la vita e i genitori non danno la vita ai figli facendola loro scegliere o aspettando il loro consenso. Si sentono piuttosto fiduciosi trasmettitori di un bene più grande di loro stessi e gioiosi coltivatori di quel “germoglio” che va poi alimentato e curato per una sua piena maturazione.
Il Battesimo: un dono gratuito per i nostri figli
Avviene dunque del Battesimo ricevuto da infanti ciò che accade per la vita stessa: dapprima i genitori nutrono, vestono, educano e crescono il bambino in sua vece; poi, sviluppandosi man mano la sua consapevolezza, lo affidano alla sua propria capacità di pensare, di volere e di agire la propria esistenza, che sarà così libera di decidersi, paradossalmente e drammaticamente, anche al di là o contro ciò che ha ricevuto. Il Battesimo sacramentale amministrato come un dono totalmente gratuito ai piccoli presuppone infatti il progressivo cammino di apprendimento e di appartenenza che farà poi il ragazzo, il quale potrà poi decidere se e come vivere in piena coscienza e libertà secondo la vita-fede che ha ricevuto, oppure se rifiutarla e impostare diversamente le proprie scelte.
Dio è Amore
In questo senso occorre rasserenare un aspetto piuttosto oscuro che probabilmente rimane sullo sfondo della scelta di battezzare i bambini: senza il Battesimo può loro succedere qualcosa di male? E quali conseguenze può avere chi rifiuta da adulto il sacramento che ha ricevuto quando ancora non poteva intendere e volere? Si tratta qui di alleggerire un accento teologicamente vero ma forse psicologicamente e socialmente un po’ troppo insistito in una certa prassi religiosa: l’ “automatismo” della grazia divina. È vero che l’azione di Cristo è forte, libera e non riconducibile a nostri meriti o condizioni. Ma è altrettanto vero che il Signore chiede sempre la corrispondenza di una libera accoglienza. Questo è proprio dell’amore, e Dio è Amore. Allora la scelta opportuna per il tempo del Battesimo è da rintracciare nelle logiche proprie dell’amore. La scelta del sacramento non si dimostrerebbe un gratuito dono vitale se rimandata all’età della ragione; e sarebbe vissuto come una sorta di “scaramanzia” se frettolosamente inseguita per paura di qualche oscuro destino. La corretta prassi attuale nelle parrocchie è quella di impostare con la necessaria calma l’incontro tra i genitori (o con coloro che chiedono il Battesimo con il consenso dei genitori) e il parroco e la comunità di appartenenza, per poi predisporre con lieta solerzia tutto ciò che occorre alla fruttuosa celebrazione e all’avvio dei percorsi di crescita successivi. In genere ciò avviene nel primo anno di vita del bambino, ma non si escludono naturalmente anche tempi più avanzati.
Don Massimiliano Sabbadini
Consigliere Spirituale de “La Pietra Scartata”
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