Gentilissima redazione,
mi chiamo Matilde e sono mamma di un bambino di 12 anni, Filippo. La nostra è una famiglia credente, che purtroppo sta vivendo in questi ultimi mesi un periodo difficile. A causa di molteplici incomprensioni ed insanabili litigi, io e mio marito siamo giunti alla decisione di separarci. Mio figlio, ovviamente ha già capito tutto e sta soffrendo molto, anche se in silenzio. Vederlo in questa situazione a causa nostra mi addolora nel profondo. Cosa posso fare per aiutarlo a vivere questa dolorosa vicenda nella maniera meno traumatica possibile?
Vi ringrazio
Matilde
Cara Matilde,
la fine di un matrimonio è sempre un’esperienza lacerante, perché si vive il fallimento di un progetto di vita, che per noi cristiani, sancito davanti a Dio, acquisisce un significato ancora più forte. Soprattutto quando è presente un figlio, il frutto di questa unione.
Purtroppo a volte, le incomprensioni sono tali da non potervi porre rimedio, anzi in alcuni casi, il provare a rimanere assieme a tutti i costi potrebbe risultare anche controproducente e dannoso.
L’unica cosa certa è che anche se una madre e un padre smetteranno di essere partner, non termineranno mai di essere un punto di riferimento per i propri figli.
Questa è la consapevolezza fondamentale ed incorruttibile da dover tenere dentro di sé e da dover far comprendere ai propri figli, che certamente soffriranno per la separazione, è inevitabile, ma sarà compito dei genitori far capire loro che l’amore di una mamma e di un papà sono un sentimento che non cesserà mai di esistere.
Cara Matilde, purtroppo non potrete proteggere vostro figlio dalla tristezza, ma potrete farlo dalle acredini della coppia, non coinvolgendolo nei vostri litigi, non parlando male l’uno dell’altro e rendendolo partecipe di quei discorsi che coinvolgono tutta la famiglia.
Come scrive Annalisa Teggi, in un bell’articolo pubblicato su Alateia: “Non bisogna rincorrere la chimera di togliere l’amarezza e il senso di sconfitta dal sentiero su cui camminano i figli, a loro farà del bene anche solo vedere che si cammina insieme zoppicando. Insieme, anche a distanza. Nel tempo in cui viviamo è proficuo cominciare a incrinare lo stereotipo troppo netto tra la «brava famiglia unita» e quella «fallita». Perché ci sono esempi, forse non troppo visibili, di chi attraversa anche la separazione alla luce della promessa fatta davanti all’altare quando si è sposato. Dio s’infila anche lì, non teme le avventure spericolate: se la libertà personale lo invoca come Padre dentro la tempesta, Lui non mancherà l’appuntamento”.
Qualora avesse bisogno di approfondire ulteriormente questo argomento non esiti a contattarci alla mail: redazione.lapietrascartata@aibi.it.
Un abbraccio
La Redazione
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