Salta al contenuto Skip to sidebar Skip to footer

È giusto stare insieme solo per i figli quando oramai il nostro matrimonio è finito?

Caro Padre ,

ho letto la riposta che Lei ha dato alla domanda di quella lettrice che si chiedeva come poter vivere con un coniuge che vuole sempre avere ragione e vorrei un suo consiglio sulla mia attuale situazione che mi fa vivere ogni giorno con una tremenda ansia.

sono sposata da qualche anno e, con mio marito, abbiamo due figli di sei e otto anni. Purtroppo, però, il nostro rapporto di coppia sembra compromesso. Non c’è più passione, non c’è più dialogo. Lui è sempre impegnato con il lavoro e, quando torna a casa, non facciamo che discutere di cose da pagare. Abbiamo pensato alla separazione. Tuttavia ci siamo fermati, pensando ai nostri bambini.

Mi stavo chiedendo: ha senso stare insieme solo per i figli, anche se il nostro matrimonio è palesemente finito?

Carla

Gentile signora Carla,

la sua domanda non specifica se lei e suo marito siate sposati cristianamente, credendo sinceramente nel Sacramento del Matrimonio che è realtà profondamente umana affidata alla Grazia divina che investe l’amore di Cristo a sorgente, sostegno e compimento della vita degli sposi.

Se si guarda da questa prospettiva è “facile” dire che il Matrimonio non è mai finito, almeno “fino a che morte non vi separi”. Già, è facile dirlo, ma l’esperienza di una coppia che sente raffreddarsi fino a spegnersi le motivazioni dello stare insieme in tanti suoi aspetti finisce con l’accomunare la prospettiva esistenziale di chi vuole separarsi, credenti o non credenti che siano.

Mi sembra però che la domanda contenga uno spiraglio di luce per tutti: i figli. Un figlio è vita che trascende chi l’ha generata o comunque accolta. Un figlio coinvolge tutto di coloro che, una volta diventati genitori, non possono più prescindere da quella vita anche nel definire se stessi: ci si pensa e si è realmente “la mamma di…, il papà di…”. Allora considerare in riferimento al bene dei figli anche il vissuto di coppia, cioè accettare che una vita altra da sé possa determinare modifiche, assestamenti, forse maturazioni della propria, può portare a uscire un po’ dal cerchio chiuso nel quale la coppia non riesce più a trovare se stessa, dentro cui i due non si sentono più realizzati. E per i figli si può riscoprire che amare davvero distoglie dal “guardarsi addosso”, comporta mettere molta fatica per uscire molto da sé, richiede la pazienza di perdonare e perdonarsi… e moltissimo altro, in fin dei conti inesauribile da parte di ciascuna persona coinvolta, sempre protesi verso un oltre mai del tutto raggiunto.

Che è anche l’altro. E certamente l’Altro.

don Massimiliano Sabbadini

Consigliere Spirituale – La Pietra Scartata

P.S. Per curiosità o informazioni in merito all’argomento trattato scrivere a redazione.lapietrascartata@aibi.it.

Aiuta La Pietra Scartata a continuare la sua missione facendo una donazione. In questo modo, il futuro de La Pietra Scartata sarà anche il tuo. Grazie.


DONA ORA