Buongiorno,
ho letto più volte sul vostro sito della Benedizione delle Adozioni e piacerebbe anche a noi celebrare lo stesso rito. Di cosa si tratta? E’ possibile farlo anche se non abbiamo adottato con la vostra associazione? Ci potete aiutare o spiegarci come potere organizzare questa celebrazione?
Cordiali saluti,
Alessia
Gentilissima Alessia, il senso del Rito di benedizione si comprende nell’orizzonte dell’esperienza di fede ed esprime la profonda identità delle relazioni che si istituiscono con l’adozione: si tratta infatti di un atto disciplinato da leggi e norme, con forti implicazioni personali, affettive e relazionali – sia per la famiglia adottiva, sia per i bambini che ne entrano a far parte – che rischia di essere vissuto solo “privatamente” e confinato nella dimensione domestica.
Il rito della benedizione nasce da un lato con lo scopo di esprimere il senso autentico delle relazioni che nell’adozione si istituiscono per reciproco atto di accoglienza e di fede, quindi non certo per mero atto giuridico; dall’altro, per offrire l’opportunità di una rilevanza ecclesiale al gesto di accoglienza. Con il Rito di Benedizione si lascia emergere e si testimonia un’accoglienza vissuta nel nome del Signore Gesù: c’è una famiglia accogliente e un bambino che non era più figlio e che torna ad esserlo, facendosi accogliere nel nome del Signore.
La Chiesa cattolica non vuol fare mancare quindi la sua attenzione e il suo incoraggiamento all’esperienza adottiva. Il Rito per la benedizione delle adozioni, pur essendo promosso e proposto dall’associazione “La Pietra Scartata” e dal movimento di famiglie Ai.Bi. Amici dei Bambini (i due enti ne hanno elaborato e formulato la struttura – gesti e parole – sottoponendola alla valutazione della Conferenza Episcopale Italiana che ne ha autorizzato la celebrazione “ad experimentum”), può essere celebrata da ogni famiglia che desidera vivere e testimoniare nella propria comunità (parrocchia, vicariato, diocesi, …) la bella esperienza dell’adozione vissuta secondo il senso cristiano dell’accoglienza, indipendentemente dall’aver adottato o meno per incarico conferito all’ente autorizzato Ai.Bi..
Benedizione delle adozioni: un momento importante per il bambino
Il rito della benedizione delle adozioni è un momento importante per un bambino abbandonato e una testimonianza preziosa per la sua famiglia. Le adozioni possano assumere identità e significato davanti al Signore ed alla sua Chiesa, in virtù di un’accoglienza pienamente vissuta nel suo nome. L’adozione non è solo un fatto giuridico, ma è soprattutto un atto di fede. La benedizione dell’adozione può opportunamente divenire un gesto condiviso e ecclesiale, non occasionale. Certo è fondamentale e necessario il coinvolgimento e la condivisione con la Chiesa locale e il sacerdote che sarà chiamato a presiedere la celebrazione del Rito, così come è caldamente suggerito un incontro o un cammino di preparazione per le famiglie coinvolte.
Per potervi sostenere e accompagnare nella preparazione e organizzazione della celebrazione, posso consigliarvi di prendere direttamente contatto coi coordinatori de “La Pietra Scartata” (nella vostra regione sono i coniugi Maria Luisa e Massimo Cecchetti), raggiungibili per tramite della sede regionale di Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini di Mestre scrivendo a mestre@aibi.it o telefonando al numero +39 3668532837.
Suggerisco, inoltre, la lettura del numero 7 della rivista “Lemà sabactàni?” specificatamente dedicata ad illustrare origini, senso e prospettive del Rito per la benedizione delle adozioni, che potrete acquistare presso la sede Ai.Bi. oppure on-line.
Sul sito web de La Pietra Scartata potete infine trovare alcuni articoli dedicati alle celebrazioni proposte a Milano, Bologna, Venezia, Torino, Assisi, Barletta e in altre città.
Un grato saluto,
Gianmario Fogliazza
Centro Studi La Pietra Scartata
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