Musica, vetrine, luci e regali… Tutto bellissimo, ma il verso spirito del Natale è fare qualcosa per gli altri! Per esempio, gettare un raggio di luce e di speranza a tutti i bambini abbandonati. Ciascuno lo può fare
Ormai è “questione di ore” e finalmente si potrà festeggiare il giorno di Natale.
In attesa del brindisi, dei regali e del panettone, però, proviamo a fare un piccolo esercizio di memoria tornando a qualche settimana fa e chiedendoci: da che cose mi sono accorto che eravamo ormai entrati nel periodo di Natale? Quali sono stati i primi segnali che il conto alla rovescia per la festa più attesa dell’anno era ormai cominciato?
Probabilmente ricorderemo che ce ne siamo accorti da una pubblicità vista o sentita; magari da un’inserzione apparsa sui social o da un film intercettato in televisione. Oppure, ancora, dalle luminarie appese nella via di casa o dalla vetrina allestita a tema di qualche negozio… Tutte cose belle, senza dubbio, e che contribuiscono a creare “l’atmosfera natalizia”, ma che non possono rimanere gli unici segni, né i più importanti, che incarnano il vero spirito del Natale.
Luci e canzoni: inutili se manca il cuore vero del Natale
Perché anche se spesso lo si ripete (tanto da rischiare di diventare anch’essa una frase fatta sulla quale non si riflette abbastanza), davvero lo spirito del Natale non è questo!
Natale non sono le luci e le canzoni, così come non lo sono i regali o il calendario dell’Avvento brandizzato. Natale è, molto più semplicemente, fare del bene.
Natale è rivolgere anche solo un pensiero a chi in questo momento sta soffrendo. A chi quelle luci e quelle musiche non le può sentire o, se le sente, le percepisce come fastidiose, proprio perché lui, per la sua storia e la sua condizione, il vero Natale non lo può vivere. E, allora, anche tutto il “contorno” suona inutile e vuoto.
La cosa bella, però, è che una volta che ci si rende conto di questo, non è vero non ci sia nulla da fare: ci sono vari modi per pensare agli altri e fare verso di loro un gesto concreto.
Perché sia Natale davvero
Si può trovare il tempo per visitare una persona anziana o in ospedale; si può dare finalmente qualche soldo all’uomo che le li chiede ogni giorno al solito semaforo; si può fare quella telefonata, a lungo rimandata perché difficile, a chi sta vivendo un momento di dolore… Non è difficile trovare la propria “buona azione” da fare con il cuore.
Per voi lettori, La Pietra Scartata, associazione di spiritualità della Fondazione Ai.Bi. Amici dei Bambini, propone un gesto concreto per qualcuno a cui difficilmente si pensa: i minori abbandonati!
Poco se ne parla, di loro, e il loro dramma, l’abbandono, non rientra nelle emergenze umanitarie più citate. Eppure, anche se statistiche ufficiali non ce ne sono, si può facilmente stimare che nel mondo ce ne siano oltre 200 milioni.
200 milioni di bambine e bambini che non hanno una famiglia accanto a loro, che vivono per le strade o dimenticati in qualche orfanotrofio del mondo.
Un Natale contro l’abbandono
Ma cosa può fare, direte voi, un piccolo gesto per un problema così grande? Può fare tantissimo! Perché il principale nemico di questi minori è la perdita della speranza. È il vivere in un limbo di abbandono di cui non si vede la fine e dal cui abisso il proprio grido lanciato al cielo non viene udito.
Fare un gesto per un bambino abbandonato, allora, significa proprio questo: dare una voce a chi fa fatica a far sentire la propria. Accendere una luce nel buio di chi non vede futuro. Tenere annodato quel filo di speranza di chi immagina che anche verso di lui, prima o poi, si aprirà la porta di una nuova casa e di una nuova famiglia pronta ad accoglierlo. Per tornare a essere figlio e festeggiare, qualunque giorno sarà, il Natale più vero.
Quel Natale di gioia, di speranza e di condivisione che è lo stesso che La Pietra Scartata augura a ciascuno di voi.
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