Accogliere un figlio adottivo per quello che è e desiderarlo per quello che sarà: l’adozione internazionale è un’esperienza che si sottrae ad ogni bilancio di previsione
Occorre innamorarci di questo nostro figlio che deve essere accettato per quello che è e, nello stesso tempo, deve essere desiderato per quello che sarà al di là di quello che noi vorremmo che lui diventi.
L’adozione è una scelta definitiva, ma perché sia tale occorre che sia pensata, desiderata, voluta, organizzata e gestita nel17nteresse superiore del minore.
Le persone che desiderano iniziare l’esperienza dell’adozione internazionale dovrebbero essere il più possibile consapevoli della complessità di questa situazione, poiché si tratta di un incontro tra persone marcatamente diverse, con propri bisogni, paure, individualità.
Si tratta di una scelta, di un’esperienza che si sottrae ad ogni bilancio di previsione.
“Ci sono fiori che sbocciano in una regione e si riproducono, al di là dei monti e dei mari, in un’altra regione perché il vento ha trasportato il polline per capricciose vie aeree e lo ha depositato dove ha voluto”.(Enrico Forni, “A loro la parola”).
Piegarsi su un bambino che ci aspetta, non importa né dove né come è nato, non è sostanzialmente diverso dal procrearlo. In un certo senso anche il figlio che generi viene dall’ignoto: questo lo metti al mondo, quello lo restituisci al mondo.
(Irene Bertuzzi)
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